Cento condanne pronte per i no vax: multa ai genitori responsabili dei falsi atti

La Procura della Repubblica di Belluno ha analizzato le autocertificazioni grazie al lavoro del Nas dei carabinieri di Treviso

BELLUNO. Genitori no vax: pronto un centinaio di decreti penali di condanna. Le famiglie bellunesi che avevano presentato alle scuole un’autocertificazione falsa sulle vaccinazioni dei figli e sono state scoperte dai carabinieri del Nas di Treviso, riceveranno la sentenza direttamente a casa propria.

Il procuratore della Repubblica, Paolo Luca, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari il minimo della pena per ciascuna, vale a dire 15 giorni di reclusione convertiti nella pena pecuniaria di 1.125 euro (75 al giorno). Non servono né l’udienza preliminare né il dibattimento in aula, ma entro 15 giorni dall’emissione dell’atto gli, indagati potranno dare mandato agli avvocati di presentare opposizione, per andare a processo.


Il giudice dovrà valutare se ci sono i requisiti per dichiarare ammissibile l’opposizione, altrimenti il decreto diventerà esecutivo e non ci sarà altro da fare: «Non potevamo pensare di intasare il tribunale di circa 100 procedimenti penali per lo stesso caso e, visto che il falso è documentale, la strada migliore era quella del decreto penale di condanna, per il quale il giudice ha già dato il via libera e presto ci saranno le notifiche. Siamo convinti che la pena pecuniaria sia la più efficace per sconfiggere questo tipo di reato, dopo di che staremo a vedere quanti genitori decideranno di opporsi, preferendo affrontare un processo».

Una conseguenza si è già vista: i bambini non vaccinati non sono stati accettati nelle scuole per l’infanzia, mentre la stessa operazione di tutela della salute non è possibile nelle scuole dell’obbligo, dove non si può impedire a un alunno di frequentare le lezioni. In quel caso i genitori pagano una multa di 166,66 euro più le spese di notifica per un totale di 181 e si va avanti con gli studi, salvo reato penale.

Se la presenza di studenti non vaccinati è limitata, grossi problemi di contagio non ce ne dovrebbero essere: «Negli asili è capitato anche che alcune famiglie presentassero soltanto il foglio di prenotazione dell’Usl e poi non sottoponessero i propri figli alle vaccinazioni richieste», spiega l’avvocato e madre Monica Barzon, «mia figlia è ancora in età di scuola dell’infanzia e non ha più visto alcune amiche, proprio perché non erano in regola, per scelta dei genitori. Mentre lo stesso provvedimento non è applicabile nelle scuole dell’obbligo, dove prevale il diritto allo studio e non si può impedire a uno studente di frequentare».

L’inchiesta per l’ipotesi di reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico è stata aperta solo nel Bellunese e delegata al Nucleo antisofisticazione dei carabinieri di Treviso: ai 17 casi della Sinistra Piave, si sono inizialmente aggiunti i 60 tra il Cadore e il Feltrino e si è arrivati ai circa 100, esaminando le altre zone della provincia. Non sono ancora disponibili dati precisi, scuola per scuola.

Prima dell’iscrizione all’anno scolastico, il genitore o chi ne fa le veci avrebbe dovuto sottoporre i propri figli di età compresa tra zero e 16 anni a dieci vaccini obbligatori e necessari a contrastare malattie pericolose come anti polio, difterica, tetanica, epatite B, pertosse, haemophilusinfluenzae tipo B, morbillo, rosolia, parotite e varicella: «Nella lista, ci sono anche delle malattie ormai debellate da tempo», conclude l’avvocato Barzon, «ma il vaccino è comunque previsto e va fatto, per essere in regola. Non sono pochi cento casi, in una provincia come la nostra». –


 

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