Sekou, fugge dal Gambia e arriva a fare il pane al rifugio Carducci

L’incredibile storia di un 18enne arrivato a Lampedusa su un barcone e che non aveva mai visto la neve in vita sua  

LA STORIA

Dal Gambia ai 2297 metri d’altezza del rifugio Carducci passando per Lampedusa, ospite di un campo profughi. Sekou Samateh arriva da lontano, e non solo per modo di dire.

Oggi appena diciottenne, due anni fa ha salutato la sua terra. Anche lui, giovane e solo, ha scelto il mare come unica via possibile per vivere una vita migliore. Ha scelto di rischiare anche la propria vita in cambio di una semplice prospettiva migliore. Da un piccolo villaggio del Gambia alla Libia, poi il viaggio su un barcone della speranza fino a Lampedusa. Sekou ama il mare, ma alla fine ha scelto la montagna.

DALLA SICILIA ALL’ALPAGO PER FINIRE IN CADORE

Nel giro di due anni, dalla Sicilia Sekou si è trasferito in Alpago, infine ad Auronzo dove vive da un anno. Sekou Samateh aveva le idee chiare ed una passione: quella del pane. Proprio così, Sekou è un panettiere che ha coronato un sogno: trasformare la sua passione in un lavoro che gli ha permesso di diventare in breve tempo autonomo ed indipendente.

«Nel mio villaggio avevo imparato a fare il pane all’interno di una piccola panetteria, è una passione che ho sempre avuto», raccontato il protagonista di questa incredibile storia, «sono molto contento di lavorare al rifugio Carducci, ringrazio chi mi ha dato fiducia facendomi sentire subito uno di famiglia».

Ringraziamenti doverosamente da rimandare a Giuseppe Monti, storico gestore del rifugio Carducci, da sempre considerato come luogo d’incontro e di amicizia, simbolo del progetto Dolomiti senza confini che avvicina le genti di Cadore, Pusteria e Osttirol. «Sekou aveva già lavorato durante la stagione invernale scorsa al rifugio Auronzo insieme ad Alessio (Parrinello, che condivide con Monti la gestione del Carducci, ndr)», racconta Bepi Monti, «lo abbiamo portato qui con noi perché avevamo bisogno di un lavapiatti e, all’occorrenza, di un aiuto cuoco. La sorpresa del pane è arrivata qualche mese fa: da quel momento, complici anche i social, è stato un crescendo di attenzione da parte dei nostri clienti nei suoi confronti al punto che oggi il prodotto più richiesto, insieme agli storici canederli, è proprio il suo pane».

LA “PROMOZIONE”

Grazie al nuovo lavoro Sekou Samateh, appena diciottenne, ora ha “salutato” gli amici migranti ospitati ad Auronzo dalla cooperativa Integra divenendo così autonomo ed indipendente. Ma c’è di più, perché tra qualche settimana prenderà servizio in uno dei ristoranti “in” di Corvara in val Badia.

«Dal primo novembre Sekou farà il pane al ristorante “La Perla” di Corvara», annuncia Monti, «siamo davvero felicissimi per lui. Dalla prossima stagione estiva poi tornerà a lavorare con noi: lo aspettiamo a braccia aperte, intanto perché è un bravissimo ragazzo ma soprattutto perché è un grande ed instancabile lavoratore, sempre sorridente e positivo in ogni circostanza». Sekou ha raccontato un particolare della sua esperienza lavorativa al rifugio Carducci: «So che qui è difficile solo pensarlo, ma io in vita mia non avevo mai visto la neve; sono arrivato al Carducci ad aprile ed ho trovato un manto bianco di quattro metri. Mi sono divertito come un matto a spalare», dice ancora, «ogni tanto lasciavo la pala per tuffarmi in mezzo alla neve. È stata una cosa molto divertente. Non vedo l’ora di rivedere la neve, è uno spettacolo della natura». –


 

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