Enrico Camanni: «La montagna offra serenità»

«La città che sale in montagna e la montagna che scende in città»: un fenomeno che dovremmo saper arginare con lungimiranza e intelligenza se si vuole che la popolazione della montagna continui a viverci. Questo il messaggio più significativo e più provocatorio lanciato da Enrico Camanni, giornalista fondatore del mensile Alp, presente a “Chies e le sue montagne”.

Camanni, rivolto al pubblico attento di San Martino di Chies, presentato e sollecitato dalle numerose domande di Antonio Bortoluzzi, scrittore dell’Alpago, ha sottolineato bene l’errore da evitare. «Se chi si occupa di sviluppo turistico montano resta nella convinzione che per sopravvivere sia necessario riprodurre lo stesso schema di vita della città», ha detto, «firma la propria fine. Se è vero che la gente fugge dalla città per una condizione sempre meno sopportabile, la montagna deve imparare a “vendere” tranquillità, silenzio, natura, serenità. Perché questi sono i valori che non andranno mai fuori moda e sui quali è possibile pensare ad un futuro: tutto il resto è speculazione che finisce quando si esaurisce il filone».


Carciofi crudi, pere e gorgonzola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi