«Si farà il collegamento Arabba-Cortina»

La conferma arriva dal governatore Zaia: disponibili 80 milioni, metà da investimenti privati e il resto dalla Regione



Se la Val Badia si prepara alle Olimpiadi del 2026 con 10 chilometri di trenino in galleria tra Plan de Corones, perché l’Ampezzano, Fodom e l’Agordino dovrebbero essere da meno? Ecco dunque la conferma, da parte dello stesso presidente della Regione, Luca Zaia, che il collegamento tra Cortina, il Civetta ed Arabba «si farà».


A disposizione ci sarebbero non 50 e neppure i 60 milioni di cui si era finora detto, ma 80, metà degli investitori privati, gli impiantisti, l’altra metà del pubblico, cioè della Regione. Gli operatori del settore hanno costituito la società di scopo. È presieduta dall’ingegner Mario Vascellari, che conduce le danze a Cortina, per gli impianti al rinnovo, e che a Malga Ciapela ha la funivia che sale sulla Marmolada. Con il prospettato collegamento, dunque, si passerebbe da una “regina” all’altra, da Cortina fino a Punta Rocca. Usiamo ancora il condizionale perché, società a parte, non è stato ancora perfezionato il progetto. Lo ammette lo stesso Vascellari.

«Stiamo correndo, fra 6 mesi potremo essere più concreti nelle informazioni. Per il momento abbiamo questo disegno, che è più di un sogno. Disegno che vogliamo condividere non solo con la Regione, ma anzitutto con le comunità locali, i sindaci in prima istanza, e con gli amici ambientalisti, pronti come siamo non solo al confronto ma anche al dialogo».

Vascellari e gli altri operatori del gruppo, a cominciare da Sergio Pra, guardano ai collegamenti come a un’opportunità di mobilità sostenibile, alternativa all’auto.

«Ormai si opera in questa logica. La cabinovia per Socrepes, a Cortina, 13 milioni di investimento, la vogliamo pronta già per i Mondiali proprio perché libererà Cortina dall’assalto delle auto, collegandosi direttamente con le future direttrici Anas».

Per le Olimpiadi, dunque, si salirà – complici i nuovi collegamenti – da Cortina olimpica a passo Giau; e da li si scenderà fino al confine tra Colle Santa Lucia e Selva di Cadore per poi risalire verso l’arrivo degli impianti della stessa Selva ed Alleghe. Dalla parte opposta, chi arriverà al Falzarego da Cortina, scenderebbe dal passo fino al castello di Andraz. Nelle vicinanze della torre, quindi ai piedi del Col di Lana, partirebbe un nuovo impianto per l’incantevole conca di Cherz, sopra Arabba, dove esiste già una struttura con annessa pista. E qui il nuovo collegamento si ferma. Ma, attenzione: lo sciatore potrà fiondarsi verso Arabba, salire al Padon e da qui liberarsi fino a Malga Ciapela da dove prendere la funivia per punta Rocca. E poi giù, lungo 12 km di pista. Proprio in queste ore gli impiantisti di Arabba che hanno rilevato la rete del Padon, e che si apprestano a metterla in sicurezza, stanno incontrando gli operatori della Val Pettorina e di Malga Ciapela chiedendo loro di sacrificarsi ancora un anno per dar modo che si completino le opere in programma.

«Quanto ai nuovi collegamenti da Cortina», spiega Sergio Pra, «fa piacere ricevere un ulteriore endorsement del governatore Zaia. So che anche l’assessore Caner è della stessa convinzione. L’obiettivo è di creare un’alternativa a chi non si accontenta del Sellaronda».

Leandro Grones, sindaco di Livinallongo, non nasconde le sue perplessità sugli impianti che attraverseranno il proprio territorio.

«L’incompatibilità ambientale è evidente, ma», anticipa, «sono disposto a sedermi al tavolo del confronto per studiare altre possibilità che, a mio avviso, non mancano. Bisogna fare una riflessione ampia, complessiva, dentro la logica della sostenibilità. Un punto di partenza può essere proprio quello di considerare l’impiantistica come opportunità di una mobilità alternativa all’auto». –



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