Ottantamila nomi raccolti in 13 anni per ricostruire la storia dell’Alpago

Diventa un libro il lungo lavoro di Gianclaudio Da Re trascritti i dati dei registri parrocchiali dal Cinquecento



Dal web alla carta stampata: la “Storia Pagota” di Gianclaudio Da Re è diventata un libro. Quasi 13 anni di ricerche e trascrizioni per oltre 80 mila nomi finora trascritti dai registri parrocchiali e inseriti in un software che restituisce l’albero genealogico insieme a numerose altre informazioni deducibili da eventi come nascite, morti e matrimoni.


Un lavoro lungo e impegnativo che Da Re ha iniziato nel 2006 insieme ad Adriano Bortoluzzi e a Fioravante Brandalise, con la collaborazione del parroco don Lino che ha messo gli oltre 100 registri parrocchiali a disposizione della ricerca. I

l libro, edito da Dbs e curato dalla figlia Elena Da Re, sarà presentato venerdì 15 novembre alle 18.30 in sala Placido Fabris a Pieve. La ricerca, finora pubblicata a puntate sulla pagina Fb omonima, prende in considerazione i registri parrocchiali dal 1556 al 1918 e configura un importante pezzo di storia dell’Alpago offrendo un quadro inedito e sorprendente delle sue vicissitudini storiche e sociali.

«Fino al 1630 il registro era unico per tutto l’Alpago e la sede era a Pieve, poi Farra e Lamosano si sono staccati e nel 1750 si è staccato anche Tambre. Quindi nel 1860 Pieve e Puos si sono messi assieme», ha spiegato da Re che ha trasformato la passione per l’archeologia in quella dello studio delle radici anagrafiche del suo territorio. «La maggiore difficoltà è stata quella dell’omonimia, aggirabile in sostanza grazie alle date, ai soprannomi, alla dicitura “figlio di questo o quello” annotati sui registri parrocchiali».

«Il grosso del lavoro lo ha svolto mia figlia come curatrice del volume», ha sottolineato il ricercatore, «ma voglio ringraziare gli oltre 20 volontari che hanno letto, indagato e trascritto i registri inserendo i dati nell’archivio informatico che è alla base della pubblicazione».

«Una mole enorme di appunti, informazioni e notizie che non devono rimanere chiusi in un archivio informatico ma che devono uscire per essere condivisi con tutti perché ci permettono di avere uno spaccato di vita sociale delle nostre terre dal 1600 a oggi», ha commentato la figlia Elena nel suo intervento da curatrice.

Un grande lavoro di ricerca e trascrizione che però non è ancora finito. «I dati parrocchiali di Farra, Tambre e Chies, che analizziamo a ritroso dal 1918 fino ad arrivare al 1540, sono ancora da completare e ci stiamo lavorando», ha chiarito Da Re.

La copertina del libro è uno scatto fotografico di Francesco Cerpelloni e la prefazione è dello scrittore alpagoto Antonio G. Bortoluzzi: «Storia Pagota non è solo un testo ricco di cronache e curiosità… ma anche il grande abbraccio di chi è già stato, rivolto a chi oggi vive e domani ricorderà». —



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