David, il tecnico fodom che scava al Brennero il tunnel più lungo al mondo

Palla ha studiato ad Agordo e lavora dal 2010 con la friulana Pravisani. È lui a decidere quanto esplosivo serve per fare avanzare i lavori 

IL PERSONAGGIO

David Palla è un tecnico degli esplosivi fodom che sta scavando il tunnel del Brennero. Nel grande cantiere del tunnel ferroviario chiamato Bbt (Brenner Basis Tunnel) che va da Fortezza a Innsbruck il giovane, uscito dal prestigioso e storico istituto tecnico di Agordo, studia e progetta le volate con l’esplosivo. David lavora ormai dal 2010 con la Pravisani, una ditta friulana che si occupa del commercio e della fornitura di esplosivi per i cantieri nelle miniere, nelle cave o, appunto, per la costruzione delle gallerie.


«La Pravisani», racconta David, «aveva rilevato a suo tempo la “Ital esplosivi”, una ditta che, per consolidata tradizione del suo titolare, attingeva proprio alla scuola di Agordo per assumere i suoi tecnici. Una tradizione che la nuova proprietà ha voluto mantenere, ed è così che sono stato assunto subito dopo il diploma di maturità».

L’azienda è una delle poche ad operare in questo particolare e delicato settore e, oltre a fornire gli esplosivi per i cantieri, interviene spesso direttamente con i suoi tecnici negli interventi più particolari e che necessitano di estrema attenzione. L’ultimo, la demolizione di uno dei piloni del ponte Morandi a Genova. Per poter operare con gli esplosivi serve una qualifica: bisogna ottenere il patentino di “fuochino”.

«È un lavoro in cui non ti puoi permettere di sbagliare», dice Palla, «perché, come si dice nel nostro ambiente, chi lo ha fatto poi non ha mai potuto raccontarlo. Ma, nello stesso tempo, noi tutti operiamo considerando l’esplosivo come un normale strumento di lavoro».

È così che, dopo aver ottenuto l’appalto, la Pravisani ha mandato proprio David a seguire la costruzione del progetto che prevede la realizzazione del più grande tunnel del mondo, lungo 64 chilometri, che unirà l’Italia e l’Austria, da Fortezza a Innsbruck. I tunnel in realtà sono tre: uno di ispezione ed altri due, distanti 40 metri uno dall’altro, dove dal 2028, data prevista per la fine dei lavori, correranno in un senso e nell’altro i treni. Per David quel cantiere è diventato ormai una vera seconda casa, considerato che ogni giorno si eseguono delle volate per demolire la roccia.

«Dalla località di Mules, che si trova circa a metà del tratto italiano, fino al Brennero si procede quasi esclusivamente con l’esplosivo. Verso Fortezza, invece, si va con le grandi trivelle. Il tunnel di ispezione è più avanti di qualche mese con i lavori, e serve per sondare la roccia. Con queste informazioni studio e progetto le volate, ovvero la quantità di esplosivo da usare volta per volta».

Il tunnel ha una sezione di 70 metri quadrati ed un diametro di 8 metri. Ogni giorno vengono usati dai 2.500 ai 3 mila chili di esplosivo, che permettono di avanzare di 7 metri con il tunnel.

«Questo del Brennero non è l’unico cantiere che seguiamo in Alto Adige», conclude David, «abbiamo realizzato ad esempio anche le gallerie della Val d’Ega ed ora saremo impegnati a San Lorenzo in Val Pusteria, dove si sta realizzando l’ingresso alla Val Badia».

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