Marmolada senza pace. Rocca contro Trento sul diritto di uso civico

Il Comune bellunese fa perno sul provvedimento del 2002 appello al Commissario straordinario della regione speciale

ROCCA PIETORE. Nuovo capitolo nell’eterna saga che vede di fronte il comune di Rocca Pietore e il Trentino per quanto riguarda i territori della Marmolada. La disputa, questa volta, non riguarda (non direttamente, almeno) il tema dei confini, visto che questa partita è già conclusa da tempo a favore del Comune di Canazei. . L’amministrazione del comune bellunese, infatti, ha presentato un ricorso al Commissario straordinario degli usi civici del Trentino Alto Adige (ovvero il giudice Michele Cuccaro) per veder riconosciuto il diritto di uso civico proprio in quel pezzo di montagna che una volta Rocca Pietore riteneva ricadesse sul proprio territorio.

Il Comune si fa forza di un provvedimento della Regione Veneto del 2002 con il quale venivano disciplinati gli usi civici, provvedimento che contiene anche le particelle finite al centro della lunga disputa, per altro conclusa quattro anni prima.


Rocca Pietore argomenta che il Trentino non si è mai opposto a quell’atto amministrativo della Regione Veneto, dall’altra la Provincia da una parte ritiene quel provvedimento nullo (perché indirizzato ad un territorio al di fuori dell’amministrazione veneta), dall’altra gli addetti ai lavori fanno notare che mai è stato notificato alle autorità trentine. Ergo, non potevano opporsi ad un provvedimento sconosciuto.

In sostanza, il ricorso di Rocca Pietore viene visto più che altro come un tentativo per tenere il piede nel battente della porta, così questa non si chiuda del tutto.

La Provincia, naturalmente, ha deciso di resistere al ricorso, affidandosi agli avvocati Nicolò Pedrazzoli, Lucia Bobbio ed Enrico Sartori dell’avvocatura della Provincia.

La “trentinità” della Marmoalda era stata stabilita dal decreto del presidente della Repubblica Sandro Pertini promulgato nel 1982 e ribadito anche dal Consiglio di Stato, nel 1998, con una sentenza che fissava il confine sulla linea della cresta che da Punta Rocca scende verso il Passo Fedaia, coincidente con la linea di displuvio del monte.

Una delimitazione sconfessata nei fatti da un accordo del 2002 tra gli allora governatori Giancarlo Galan e Lorenzo Dellai. È dello scorso anno il pronunciamento dell’Agenzia del Territorio, invocato dal Comune di Canazei, con il sindaco, Silvano Parmesani, ed il vice, Luca Guglielmi, che, insieme all’allora sindaco di Vigo di Fassa, Leopoldo Rizzi, ed a funzionari della Provincia, avevano rivendicato la revisione dei confini catastali. —
 

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