Erostrato, gli Aquini a processo da aprile

Ieri la prima udienza, fuori le telecamere Rai. I testimoni dell’accusa sono 37



Erostrato, il processo partirà ad aprile. Gli imputati Nemesio e Samuele Aquini, padre e figlio, torneranno in tribunale il primo del mese, un mercoledì. Nell’udienza di smistamento di ieri mattina, davanti ai giudici Coniglio, Feletto e Cittolin, in aula c’era soltanto Nemesio, mentre Samuele ha preferito non muoversi dalla casa di famiglia di Cesiomaggiore.


Per sostenere le ipotesi di reato di deturpamento, imbrattamento, incendio, minaccia, procurato allarme, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, tentate lesioni personali gravi e tentata estorsione, il pubblico ministero Marcon ha presentato una lista di 37 testimoni da ascoltare, compresi i consulenti.

Nell’elenco ci sono gli psichiatri Pesavento, Cestaro, Franceschini, Gambaro e la grafologa Cavazzana. Quattordici gli episodi contestati: dalle prime scritte sui muri della chiesetta di Calliol del luglio 2017 alle caramelle con gli spilli nel cortile dell’asilo di Cergnai del 22 gennaio dell’anno dopo, passando per le lettere con o senza polverina bianca, l’imbrattamento più eclatante del cimitero e l’incendio della legnaia di Morzanch, tutte località attorno a Cesiomaggiore.

I difensori di fiducia Zallot e Perco, invece, hanno sette testimoni, più i consulenti Salmaso, Bellato, Candeago, Sartori e Linarello. Il sindaco di Cesio, Carlo Zanella, si è costituito parte civile con Vigna e ha presentato tre testi. Mentre il proprietario della legnaia Aldo Dalle Grave, che è rappresentato dall’avvocato Cesa, citerà soltanto la donna con il cagnolino che sostiene di aver visto i due imputati con il fumo dell’incendio sullo sfondo. Le date successive del procedimento sono 15 aprile, 6 maggio, 20 maggio e 3 giugno, ma non sarà semplice rispettare il calendario.

Non c’erano le telecamere della trasmissione di Rai 3 “Un giorno in Pretura” e non saranno ammesse, per volere dei difensori.

Erostrato compare sulla scena bellunese il 13 luglio 2017, quando sul muro perimetrale della chiesa sconsacrata di Calliol scrive con la vernice spray rossa «Sono Erostrato» e la sigla Er cerchiata. Nel giorni successivi colpisce ai magazzini comunali con le scritte «Brucerete» e «Heil Hitler» accompagnate dalla sua sigla e da una svastica. Il primo salto di qualità avviene ai primi di agosto con la scritta lunga 30 metri sul muro del camposanto, nella quale se la prende con il sindaco Zanella e la sua famiglia, Papa Bergoglio, gli ebrei e gli omosessuali. Infine, le scritte sulla chiesa di Sant’Agapito con altri messaggi farneticanti.

Ci sono anche le lettere anonime, scritte con una penna rossa e un alfabeto spigoloso, nelle quali Erostrato spiega l’unico sistema per toglierselo di mezzo: dedicargli una statua. Quelle indirizzate al Corriere delle Alpi non contengono polverina bianca, per simulare l’antrace, mentre in municipio e alla scuola elementare “Principe di Piemonte” dovette scattare il protocollo contro l’attacco chimico-batteriologico dei vigili del fuoco. L’ultima è quella allegata al sacchetto di caramelle trafitte di spilli alla scuola dell’infanzia.

Oltre all’incendio di Morzanch, all’inizio era stato addebitato a Erostrato anche quello di un deposito di attrezzi a Norcen (Pedavena), ma i due Aquini non possono essere stati, in ogni caso. —



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