L'82 per cento dei turisti delle Dolomiti arriva in macchina

Sondaggio di Eurac Research: solo uno su cinque prenota online. Uno su due ama il "mordi e fuggi" di una giornata, forte vocazione familiare e pochi single

BOLZANO. Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO: come è cambiato il turismo? In occasione della giornata internazionale della montagna si è tenuta a Bolzano la presentazione dei primi risultati provvisori del rilevamento dedicato ai visitatori che la Fondazione Dolomiti UNESCO con la Rete funzionale “Turismo, Sviluppo e Mobilità”, coordinata per tutte le Dolomiti dalla Provincia autonoma di Bolzano, ha commissionato a Eurac Research, in collaborazione con l'Università Ca Foscari di Venezia.

I gestori dei rifugi dolomitici: ci chiedono la spremuta d'arance fresca

Un primo profilo di chi frequenta le Dolomiti UNESCO

“Abbiamo intervistato oltre 3600 persone in 23 punti di rilievo da luglio a ottobre” introduce Andrea Omizzolo, ricercatore di EURAC che sta coordinando la ricerca per conto della Fondazione Dolomiti UNESCO. Dai primi risultati 'grezzi' presentati emerge che il 55% sono turisti che pernottano nell'area, il 45% sono visitatori giornalieri. La maggior parte degli intervistati italiani viaggia con la famiglia, mentre circa l'80% - italiani e stranieri - fanno sosta nelle malghe e nei rifugi.

Una domanda del questionario è dedicata al mezzo con cui il turista/visitatore ha raggiunto le Dolomiti, l'82% ha risposto con l'auto privata. Si sottolinea come il turista, una volta raggiunta la località del soggiorno, prediliga gli spostamenti con messi alternativi come bicicletta e bus navette. Più del 40% degli intervistati prenota direttamente in struttura, mentre il 20% attraverso piattaforme online. Si evidenzia poi come il turista preferisca prevalentemente soggiornare in albergo.

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Si conclude poi questa prima analisi dei dati che saranno resi pubblici in primavera, come oltre il 70% degli intervistati siano potenzialmente disponibili a dare un contributo volontario a favore di progetti volti alla manutenzione del territorio (come ad esempio miglioramento della rete sentieristica, vie ferrati e rifugi). In generale si delinea un profilo di turista decisamente soddisfatto della propria esperienza di visita con un punteggio pari a 4.5 su 5. Una valutazione che il team di ricerca analizzerà nel dettaglio entro la primavera 2020, con la pubblicazione dei risultati da parte della Fondazione Dolomiti UNESCO.

L’importanza e lo scopo del monitoraggio

Per ogni sito del Patrimonio Mondiale è estremamente importante quantificare e monitorare con regolarità l’evoluzione del turismo. Nelle Dolomiti, dove il fenomeno turistico è particolarmente importante e complesso, la Fondazione Dolomiti UNESCO si avvale del supporto di una squadra di ricercatori con strumenti molto diversi tra loro, innovativi e complementari.

L’obiettivo è capire il comportamento, le aspettative e il giudizio dei visitatori delle Dolomiti, ma anche il potenziale e le criticità del fenomeno turistico, per fornire strumenti che aiutino a programmare e gestire il Bene in maniera sostenibile, coerentemente agli indirizzi condivisi nella Strategia Complessiva di Gestione.

A spasso con Scott tra i colori dell autunno nel cuore delle Dolomiti

La raccolta di dati da fonti eterogenee e la messa in rete delle competenze specifiche degli istituti coinvolti ribadiscono ancora una volta il ruolo delle Dolomiti come laboratorio a livello internazionale.
Ora tocca a operatori economici e residenti – in palio ricchi premi per chi partecipa al sondaggio
Prosegue anche in questi giorni la raccolta dati: ora l’analisi si concentra sugli operatori economici e i residenti. Gli operatori turistici delle Dolomiti sono invitati a contribuire attivamente: è sufficiente collegarsi al sito web dolomiti.eurac.edu e compilare il questionario dedicato a operatori turistici e residenti del Patrimonio Mondiale. Ricchi premi verranno estratti a sorte tra tutti coloro che parteciperanno al sondaggio.

Gli interventi

Il presidente di EURAC, Roland Psenner ha sottolineato l'importanza di questo ambizioso progetto e della collaborazione con l'Università Cà Foscari di Venezia, che ha permesso di sviluppare un ottimo lavoro di squadra. Gli ha fatto eco il direttore dell'Istituto per lo sviluppo regionale - EURAC Thomas Streifeneder evidenziando come le Dolomiti siano una delle destinazioni turistiche principali all’interno dell’arco alpino ha ricordato le grandi sfide a cui necessariamente occorre fare fronte, a partire dal cambiamento climatico.

Marcella Morandini, direttore della Fondazione Dolomiti UNESCO ha portato i saluti del Presidente della Fondazione Dolomiti UNESCO, Mario Tonina (assessore della Provincia autonoma di Trento) e ringraziato i ricercatori impegnati nello studio. Le attività di monitoraggio, ha proseguito, sono uno dei pilastri della Strategia di Gestione delle Dolomiti Patrimonio Mondiale (il documento per la gestione condivisa delle Dolomiti UNESCO): capire la portata, le dinamiche e la composizione dei flussi turistici è fondamentale per fornire ai decisori politici i dati più accurati possibile e sostenere lo sviluppo di politiche di gestione coerenti con il mantenimento dell’integrità del Patrimonio Mondiale e con il mantenimento del suo eccezionale valore universale.

Una squadra di ricerca d’eccellenza

A EURAC Research – Istituto per lo sviluppo regionale la Fondazione Dolomiti UNESCO ha commissionato questa nuova indagine sul campo a cinque anni di distanza da quella svolta nel 2014. A questo studio, condotto principalmente con la tecnica del sondaggio sul campo, sono stati affiancati i dati provenienti dai dispositivi mobili raccolti, naturalmente in forma aggregata e anonima, grazie al servizio di Vodafone Analytics (big data) in alcune aree pilota del Sito Dolomiti UNESCO.

Aspetti qualitativi e quantitativi dello stesso fenomeno saranno poi sintetizzati dal team di ricerca del Prof. Jan Van Der Borg del Research Institute for Digital and Cultural Heritage dell’Università Ca’ Foscari, il quale si avvarrà anche dei dati recuperabili dai social network e del modello interpretativo sulla carrying capacity delle Dolomiti UNESCO già integrato nella Strategia Complessiva di Gestione. Tra le aree pilota analizzate dallo studio attraverso i big data si segnala in particolare la val di Braies e la zona delle Tre Cime di Lavaredo.

 

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