Le bollette dell’acqua per i bellunesi congelate fino al 2023

I sindaci sono decisi a non aumentare le tariffe per 4 anni: «Se Gsp fa utili, realizzi opere o abbassi i costi agli utenti»

BELLUNO

Nessun aumento delle tariffe dell’acqua fino al 2023. È chiara la volontà dei sindaci, che ieri si sono riuniti nel consiglio di Bacino e hanno manifestato la volontà di mantenere invariate le tariffe per il quadriennio che inizierà il 1° gennaio 2020. Il consiglio di Bacino attende entro fine anno l’emanazione da parte dell’Authority nazionale delle linee guida per definire quanto pagheranno gli utenti e la richiesta dei sindaci è che da parte del gestore (Bim Gsp) non vengano trascinati conguagli che possano pesare sulle bollette.


Le tariffe, ha ricordato la presidente del consiglio di Bacino Maria Teresa De Bortoli, non vengono aumentate da due anni. «Nelle assemblee di vallata è emersa chiara la volontà di tenerle ferme anche nei prossimi quattro anni», ha spiegato. Anche Gsp non sembra intenzionata a chiedere un adeguamento, come ha precisato il sindaco di Sospirolo Mario De Bon.

La tariffa, per legge, deve coprire tutti i costi di gestione del servizio idrico integrato e gli investimenti. Se i costi aumentano andranno compensati con riduzioni di altre voci (anche degli investimenti). Bortolo Sala (sindaco di Borca) ha chiesto anche che gli eventuali utili di Gsp vengano reinvestiti in opere necessarie sui territori, oppure usati per abbassare le tariffe dell’acqua.

Contributi in ballo

Il presidente del Consorzio Bim, Umberto Soccal, ha invece invitato i colleghi sindaci a decidere se il Bim deve continuare a dare il contributo annuale di 400 mila euro a Gsp, oppure se destinare quella cifra ad altri interventi a favore del territorio e delle comunità. Mancano otto rate, per un totale di 3,2 milioni che il Consorzio dei Comuni ha messo a disposizione.

«È opportuno, viste le ottime risultanze di bilancio di Gsp, continuare a dare il contributo?», ha chiesto Soccal all’assemblea. Composta dai sindaci, esattamente come quella di Gsp. Spetta a loro decidere il da farsi. Il contributo 2020 non è in discussione, su quelli futuri Soccal ha sollecitato una riflessione.

Morosità

Arera, l’autorità nazionale per l’energia, il gas e il servizio idrico, ha emanato nuove normative per gli utenti che non pagano le bollette dell’acqua, al fine di uniformare le procedure a livello italiano. Il consiglio di Bacino bellunese ha dovuto recepirle ieri in assemblea.

Le nuove norme prevedono una maggiore tutela per i cittadini, perché è stata individuata una categoria di utenze domestiche non disalimentabili: chi ha un Isee inferiore agli ottomila euro e ha quindi diritto al bonus idrico non vedrà mai sospeso il servizio. Inoltre prima di chiudere l’acqua agli utenti morosi sono previste procedure precise: solleciti di pagamento e poi una limitazione dell’acqua erogata che comunque garantisce una quantità definita vitale. —


 

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