Diffamò il militare del caso Cucchi querela ritirata e non si procede

Il carabiniere del caso Cucchi ritira la querela. Sentenza di non doversi procedere per Massimiliano Laritonda, che era finito in tribunale per diffamazione aggravata, dopo aver augurato a Francesco Tedesco di fare la stessa fine. Il militare è stato assolto dall’accusa di omicidio preterintezionale, che invece è costata una condanna a 12 anni per i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro dopo essere diventato da imputato a teste chiave dell’accusa per aver rivelato il pestaggio in caserma. L’uomo è stato condannato solo per falso a due anni e sei mesi.

Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica di Belluno, Laritonda era andato sul profilo di un amico e aveva commentato una foto di Tedesco con il messaggio «Ha murì figgiu di p…, la stessa fine devi fare, b… ». Aveva usato il dialetto brindisino, un idioma che il carabiniere capisce benissimo, essendo originario proprio di Brindisi. Quest’ultimo deve aver letto o essere venuto a sapere dell’augurio e ha chiamato il suo avvocato Eugenio Pini, dandogli mandato di presentare una querela per diffamazione aggravata, visto che tutto era comparso in internet e aveva ricevuto una diffusione planetaria.


Laritonda è stato costretto a rivolgersi al legale di riferimento Mauro Gasperin, per difendersi dall’accusa. Non c’è stato alcun risarcimento danni da parte sua, ma l’altro ha rimesso la querela ed è come se non fosse successo niente. Non doversi procedere.

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