Dorme ubriaco in auto la pattuglia lo sveglia l’alcoltest lo inchioda

Alla richiesta della patente ha esibito cellulare e caramelle La difesa vuole l’assoluzione anche per l’esame fatto tardi 



Dorme ubriaco in macchina. Quando i carabinieri di Longarone lo raggiungono, in una piazzola accanto alla statale 51 di Alemagna e gli chiedono patente e libretto, la prima volta consegna il telefono cellulare e la seconda un pacchetto di caramelle, convincendoli a quel punto a chiamare la Polstrada con un’auto di servizio dotata di etilometro. Il controllo darà un responso chiaro: 1,74 grammi per litro di sangue in entrambi i tentativi. Guida in stato di ebbrezza, con alcune aggravanti.


D.C., bellunese di nascita ma residente a Erto Casso (Pordenone), avrebbe potuto evitare di finire in tribunale, pagando l’ammenda di 7.750 euro prevista dal decreto penale di condanna chiesto dal pubblico ministero ed emesso dal giudice per le indagini preliminari. Ma ha presentato opposizione, preferendo affrontare un processo, che potrebbe anche concludersi con una sentenza più pesante.

I fatti sono del 30 marzo dell’anno scorso, in ore notturne. L’imputato aveva ingerito degli alcolici e deve aver urtato qualcosa con la sua Volkswagen, se è vero che un altro automobilista ha notato sulla carreggiata dei detriti, avvertendo le forze di polizia della situazione di pericolo. I carabinieri sono arrivati sul posto, mettendosi alla ricerca dell’auto incidentata. L’hanno trovata alle 4.47 del mattino, parcheggiata in una piazzola e con il motore acceso. All’interno c’era l’uomo immerso in un sonno profondo. Si sono permessi di svegliarlo e di fargli la domanda più scontata, ricevendo un paio di risposte fuori luogo, prima di far intervenire i poliziotti con l’alcoltest.

Secondo il pubblico ministero Tricoli, la guida in stato di ebbrezza ci sta tutta, tanto è vero che ha chiesto una condanna a 10 mesi di arresto e 3.000 euro di ammenda e un anno e mezzo di sospensione della patente. Mentre per il difensore Valentina Mazzucco l’imputato non stava guidando: si era fermato per precauzione, non ha girato la chiave, per poter usare l’impianto di riscaldamento e l’alcoltest è stato fatto tardi. Il giudice Feletto ha rinviato per repliche e sentenza al 13 gennaio. —

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