Vincoli, la montagna bellunese tenta il tutto per tutto

Domani consiglio provinciale,  sindaci e consigli comunali voteranno una delibera unica Poi la convocazione a Venezia per fare il punto sui ricorsi 

Santo Stefano di Cadore. Settimana decisiva per i ricorsi contro i vincoli paesaggistici in Comelico e ad Auronzo. Domani seduta straordinaria, nella sede dell’Unione Montana di Santo Stefano di Cadore, il Consiglio provinciale, insieme ai sindaci e ai consigli comunali di Auronzo, Comelico Superiore, Danta di Cadore, San Nicolò Comelico, Santo Stefano di Cadore e San Pietro di Cadore.

«Sarà portata al voto una delibera condivisa», anticipa il presidente della Provincia Roberto Padrin, «che spiega i rischi di questa nuova imposizione di prescrizioni ambientali e non solo. I rischi di una ingessatura dello sviluppo in quest’area, che è tra le più marginali del Bellunese».


Secondo Padrin, in altre parole, la Soprintendenza si assume una responsabilità “molto grave” per quanto riguarda le prospettive di sviluppo di queste valli. In settimana, intanto, la Regione convocherà a Venezia i sindaci e il presidente della Provincia, nonché i loro legali, per mettere a punto i ricorsi da presentare alla Corte Costituzionale e al Tar. Un tentativo, quasi al limite dell’impossibile, di far recedere Soprintendenza e ministero dei Beni Culturali dall’applicazione delle nuove misure.

La Regione, in particolare, farà ricorso alla Corte Costituzionale, obiettando che le decisioni in materia paesaggistica non spettano alla Soprintendenza ma alla Regione stessa, in accordo con i Comuni. Regione – ricorda l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin – che era già al lavoro per varare il nuovo Piano paesaggistico. L’appello alla Corte Costituzionale ha qualche ragione di successo; non altrettanto, invece, i ricorsi al Tar. Li promuoveranno la Provincia ed i Comuni, puntando ciascun ente contro specifici aspetti del decreto.

«Siamo ben consapevoli della problematicità di questi atti, ma», anticipa il presidente Roberto Padrin, «ci corre l’obbligo morale, oltre che politico, di tutelare in ogni modo la sopravvivenza di queste comunità».

Le difficoltà sono ben presenti anche ai sindaci, consapevoli della delicatezza del momento. «Non dobbiamo lasciare nulla di intentato», mette le mani avanti Tatiana Pais Becher, sindaco di Auronzo. «I cittadini devono sapere che abbiamo fatto ogni possibile tentativo per mantenere uno spazio di libertà nella gestione del nostro territorio. Uno spazio, si badi, che purtroppo non va oltre al 5%. Se neppure questo ci verrà concesso», conclude Pais Becher, «ne prenderemo atto. Ma non ci consideriamo sconfitti in partenza».

Di qui anche la decisione di ripartire con una nuova raccolta di firme da presentare alla Soprintendenza e al Governo a sostegno dei ricorsi, che comunque dovranno essere recapitati a Roma entro il 5 febbraio. Della nuova sottoscrizione si parlerà anche durante il Consiglio provinciale di domani. —

Fdm

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