Luxottica e Safilo chiudono fino al 10 febbraio le aziende in Cina

Coronavirus, il settore più interessato dal problema è quello dell’occhialeria, gli imprenditori temono risvolti negativi per l’export



Produzioni bloccate fino al 9 febbraio, sospese anche le trasferte da e per la Cina in attesa di nuove indicazioni dal governo centrale. Rischia di paralizzare la produzione e quindi l’economia, l’epidemia da Coronavirus che ha già mietuto oltre un centinaio di vittime in Cina, con casi segnalati in tutto il mondo e anche in Italia.


Un altro problema si aggiunge ai tanti che interessano le aziende bellunesi che hanno siti produttivi in Cina o intrattengono scambi commerciali con lo Stato più popoloso nel Far East. Molte fabbriche stanno attendendo di capire cosa succederà dal 10 febbraio quando, teoricamente, dovrebbero riprendere le attività economiche. Infatti, soltanto l’altro ieri, il governo di Pechino ha portato dal 3 al 9 febbraio lo stop produttivo a causa dell’allarme sanitario.

«Ancora non possiamo dire quali saranno le ricadute per le nostre imprese, ma resta alta la preoccupazione degli imprenditori», commenta il presidente della Camera di commercio di Belluno Treviso, Mario Pozza che sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione. L’ente camerale ha il quadro dei rapporti economici tra Belluno e la Cina. «Per quanto riguarda il Bellunese», sottolinea Pozza, «il settore dell’occhialeria è quello più interessato da questo allarme e dal conseguente blocco produttivo. Infatti, il giro di affari legato all’export dell’occhialeria vale 203 milioni di euro pari al 5,2% delle esportazioni totali. Inoltre, nella graduatoria delle province italiane, Belluno è 17ª per l’export con la Cina».

Ma sono anche altri i settori che trattengono rapporti commerciali con Pechino, come quello della gomma plastica per cui l’export vale 24 milioni di euro l’anno, mentre per il comparto dei macchinari l’export vale per 5,6 milioni.

«Nel 2018 proprio l’esportazione dei macchinari in Cina ha visto un incremento del 115%, mentre sulla gomma plastica il balzo in avanti è stato del 64% proprio grazie alla Cina».

E proprio l’occhialeria, per la quale la Cina è un mercato strategico in continuo sviluppo, sta guardando con attenzione a cosa succederà a causa dell’epidemia da Coronavirus. Luxottica e Safilo, i due colossi bellunesi, in Cina stanno attualmente prolungando il periodo di ferie legato al Capodanno fino al 9 febbraio, in linea con le indicazioni fornite dal Governo cinese nell’ambito del piano nazionale di contenimento del virus influenzale.

Luxottica a Gaobu, nella prefettura di Dongguan, gestisce un polo produttivo d’eccellenza, con tre stabilimenti e un centro distributivo in continua espansione. Al momento, la piattaforma industriale del colosso di patron Del Vecchio, distribuita nel mondo, garantisce la necessaria flessibilità produttiva. Luxottica ha inoltre sospeso le attività retail a Wuhan, da dove è scoppiata l’emergenza, e nell’area circostante (Hubei). Infine, anche le trasferte da e per la Cina sono state bloccate. Stessa cosa anche per Safilo che a Suzhou ha uno stabilimento produttivo mentre alcuni uffici commerciali sono situati a Shanghai: i siti sono chiusi e dovrebbero riaprire appunto dal 10 febbraio. Altri impianti di fornitori cinesi del gruppo bellunese sono ancora chiusi. Safilo sta quindi garantendo i clienti e la materia prima grazie a scorte di magazzino. E anche se le altre aziende preferiscono ancora non pronunciarsi sugli effetti di questo allarme, l’attenzione su cosa accadrà da qui al 9 febbraio è massima da parte di tutti. —



Video del giorno

Pellegrini nella leggenda: tutte le finali e i look di Federica da Atene 2004 a Tokyo 2020

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi