Sarà in mostra al Bembo il “villaggio di Ötzi” scoperto al Col del Buson

Verrà allestito in modo virtuale nel futuro museo archeologico di Belluno. L’obiettivo è avviare dei rapporti con Bolzano dove la mummia è custodita

BELLUNO

Ötzi, l’uomo del Similaun, a Belluno. Non lui, cioè il suo scheletro, che è conservato nello splendido museo archeologico dell’Alto Adige, ma i reperti trovati al Col del Buson relativi ad un villaggio dello stesso periodo, l’Eneolitico (3300 - 3100 a.C.), con oggetti identici a quelli che vennero trovati addosso a Ötzi, quando venne ritrovato sul ghiacciaio del Similaun, al confine tra l’Italia e l’Austria.


Il Col del Buson

Una parte di quel tesoro archeologico scoperto a nord di Belluno lungo la valle dell’Ardo (ora conservato per lo più nella sede della Sovrintendenza di Padova, dove viene studiato e catalogato) verrà esposto nel nuovo museo archeologico che entro fine anno o al massimo all’inizio del prossimo aprirà i battenti nel rinnovato e restaurato Palazzo Bembo.

«In 15 anni di scavi al Col del Buson - racconta l’assessore alla cultura del Comune di Belluno, Marco Perale - è stato scoperto un vero e proprio villaggio che risale al periodo tra l’età della pietra e l’età del rame (un’ascia in rame fa parte del corredo di Ötzi), primo caso di ritrovamento di una realtà abitativa completa di quell’epoca con un’area destinata al dormitorio, una al laboratorio della pietra, le mura di difesa, l’area funeraria. Ci sono oggetti identici a quelli che sono stati trovati addosso all’uomo di Similaun».

Il villaggio di Ötzi

Una riproduzione virtuale del “villaggio di Ötzi” trovato al Col del Buson dovrebbe essere collocata in una delle sale del museo al Bembo. Interessanti prospettive si aprono dunque per il museo archeologico di Belluno, in un periodo in cui si parla sempre più di rete museale.

L’obiettivo è creare un collegamento con Bolzano per avviare dei proficui rapporti di collaborazione nel nome di Ötzi. Non è difficile capire infatti la portata, in termini di promozione turistica del Bellunese, di un inserimento delle notizie sui reperti del “villaggio di Ötzi” a palazzo Bembo, tra le informazioni date ai visitatori del museo di Bolzano.

Il museo archeologico

Il museo archeologico bellunese avrà la sua sede in cinque sale che si trovano al piano terra del Bembo, nella parte verso sud, all’opposto rispetto alla sede della Luiss Business School, anch’essa ospitata al piano terra.

Cinque sale che ospiteranno a rotazione quanto si trova nell’attuale sede del museo archeologico in piazza Duomo: saranno organizzate per temi e cronologia, a partire dalla preistoria con il cacciatore paleolitico di Val Rosna, fino al termine dell’età della pietra con il Col del Buson, quindi il protostorico di Veneti e Celti, l’epoca romana e il tardo antico. Le stanze si succedono una dietro l’altra, affacciandosi ad uno dei lunghi corridoi dell’ex ospedale, un tempo anche seminario e ora cuore culturale della città. L’ultima stanza è la ex chiesa, oggetto di un attento restauro che ha conservato e valorizzato sia l’impianto seicentesco, come l’altare, ma anche le decorazioni successive, di fine Ottocento e degli anni Venti del secolo scorso.

Al centro della sala verrà probabilmente collocato il sarcofago di Flavio Ostilio. Ritrovato durante gli scavi per il campanile della chiesa di Santo Stefano, nel 1480, è stato storicamente un elemento identitario della città, quando occorreva contrapporsi o differenziarsi dalla Serenissima di Venezia. Finito quasi nascosto negli ultimi anni dietro il Cubo di Botta alla Crepadona, ora troverà una collocazione prestigiosa alla fine del percorso espositivo, collegamento ideale tra l’antichità della città e il Rinascimento.

Per poter procedere con gli allestimenti delle sale, ora si attende la conclusione dei lavori della commissione composta da cinque esperti della Sovrintendenza e dell’Università che sta preparando il progetto espositivo, cioè la collocazione dei reperti, quali esporre e come.

«Quando avremo in mano il piano, potremo dare il via all’appalto per le teche e i modelli espositivi», aggiunge l’assessore Perale. Il Comune si prepara a spendere una cifra attorno ai 150mila euroo, ultimo passaggio prima di aprire il museo alla città e non solo. —


 

Arrosto di maiale con funghi e castagne

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi