Un lavoro a Longarone per l’autista licenziato a Este

Il titolare di una ditta bellunese si è fatto avanti dopo l’appello lanciato dall’uomo che era alla guida di uno scuolabus che si era rovesciato 

LONGARONE. Un lavoro per Deniss Panduru, l’autista dello scuolabus di Arquà Petrarca, arrestato e licenziato dalla Seaf di Este, poi scagionato meno di un anno dopo ma, di fatto, ghettizzato. «Non sono un mostro, datemi un lavoro», aveva chiesto il cinquantunenne romeno, in una intervista al Mattino di Padova. Al suo appello risponde un imprenditore bellunese, Ettore De Bon, della Servizi Autonoleggi Bellunesi di Longarone: «Io penso che alle persone si debba dare un’altra possibilità. Se Panduru vuole lavorare, si faccia avanti, noi ci siamo».

L’incidente


È il 17 maggio scorso quando l’uomo, dipendente da tre mesi della Seaf di Este, inizia il giro con il pulmino per riportare a casa i bambini dalle medie di Arquà Petrarca. Improvvisamente il mezzo si ribalta in prossimità di un tornante. I bambini rimangono feriti lievemente, sul posto arrivano ambulanze, carabinieri e genitori preoccupati. Panduru scappa per paura di venire linciato. Viene accusato di fuga, lesioni personali colpose plurime e guida in stato di ebbrezza. Nemmeno un anno dopo cade tutto l’architrave accusatorio: nessuna fuga, nessun abbandono di minori, patente del trasporto pubblico restituita e anche la guida in stato di ebbrezza si ridimensiona. Nel corso delle indagini viene dimostrato che l’autista, dopo l’incidente, fece uscire tutti i dodici bambini dal pulmino ribaltato. «Mi hanno sbattuto un galera, ci sono rimasto tre giorni senza colpa, semplicemente perché serviva la testa di qualcuno. Adesso, nonostante l’archiviazione, nessuno più mi dà lavoro», ha detto l’autista.

L’offerta

A questo suo sfogo si è sentito di rispondere l’imprenditore Ettore De Bon. «Quando successe quell’incidente se ne parlò molto nel nostro ambiente» racconta. «Ecco perché quando ho saputo quell’autista è stato scagionato da ogni accusa, mi sono sentito in dovere di dargli un’altra possibilità. Se vuole può venire a lavorare da noi». Ovviamente questa sarà una scelta di vita per Deniss Panduru, due figli da mantenere e un mutuo da pagare. Per lavorare per l’azienda bellunese bisogna trasferirsi a Longarone. «Noi cerchiamo un autista, le porte della nostra azienda sono aperte per gente che ha voglia di lavorare. Se ha bisogno si faccia avanti».

I contatti

Nei prossimi giorni ci sarà dunque un contatto tra l’imprenditore e l’autista per capire quale offerta ci possa essere all’orizzonte e quali opportunità lavorative.

La mansione potrebbe essere identica a quella svolta per la ditta Seaf di Este, l’azienda che l’ha licenziato il giorno dopo l’incidente, anche su invito dell’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. —


 

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