Al via la prima edizione della campagna #DolomitesMuseum

Sette settimane, Sette parole chiave e i musei dolomitici pronti a raccontarle: questi gli ingredienti della campagna tematica lanciata dal progetto della Fondazione Dolomiti Unesco

BELLUNO.Dal 24 febbraio al 12 aprile 2020 al via la prima edizione della campagna #DolomitesMuseum7 settimane: 7 parole chiave e i musei dolomitici pronti a raccontarle: questi gli ingredienti della campagna tematica #DolomitesMuseum lanciata dal progetto ‘Musei delle Dolomiti’ della Fondazione Dolomiti UNESCO.

Le tante collezioni dei singoli musei si uniscono nel web per raccontare un patrimonio comune. Da Carnevale fino a Pasqua, i social network ospiteranno un racconto corale delle Dolomiti attorno a sette hashtag: dalla vita in pendenza alle mascherate alpine, dalla geologia alla storia degli sport, dalla mobilità al futuro delle Dolomiti. Tutti potranno partecipare, condividendo testimonianze, ricordi e riflessioni utilizzando l’hashtag #DolomitesMuseum

I sette hashtag sono stati individuati dai 30 operatori culturali che si sono incontrati lo scorso 17 gennaio a Seravella,  nell’ambito  di  un  workshop  curato  dai  coordinatori  del  progetto  Stefania  Zardini  Lacedelli e Giacomo  Pompanin.  Oltre  ai  tre  capofila  tematici  del  progetto  –  il  Museo  Etnografico  della  Provincia di
Belluno, il MUSE – Museo delle Scienze e Dolomiti Contemporanee - hanno aderito alla campagna altri 12 enti  provenienti da tutte e cinque le  Province UNESCO: il Museum  Ladin Ciastel de Tor,  l’Ufficio Parchi Naturali di Bolzano, il Museo geologico delle Dolomiti di Predazzo, Carnia Musei con il Museo Bruseschi e il Museo dell’Orologeria di Pesariis, l’Ecomuseo Lis Aganis, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, il Museo Marmolada Grande Guerra, il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore, la Magnifica Comunità di Cadore, il  Museo  Longarone  Attimi di Storia, la Fondazione G. Angelini e Dolomiti Project.  
 
Questi  saranno  i  musei  che  nelle  prossime  settimane  pubblicheranno,  dai  propri  profili  social Facebook  o  Instagram,  testimonianze  e  racconti  relativi  ai  sette  temi  della  campagna.  Ma  altri potranno  aggiungersi:  sarà  sufficiente  pubblicare,  di  settimana  in  settimana,  i  propri  post  utilizzando l’hashtag  corrispondente  insieme  a  quello  della  campagna  #DolomitesMuseum.  Sarà possibile seguire il racconto  diffuso  digitando  l’hashtag  #DolomitesMuseum  o  collegandosi  ai  profili  social  della  Fondazione Dolomiti UNESCO e di Museo DOLOM.IT, che raccoglieranno tutti i contributi.

Per approfondire, i sette hashtag di #DolomitesMuseum leggi la brochure illustrativa (puoi anche scaricarla) oppure prosegui la lettura più sotto


 

I sette hashtag di #DolomitesMuseum

#mountainrites (24 febbraio-1 marzo)

Il primo hashtag è dedicato alle tradizioni del territorio dolomitico: dalle leggende ai canti, dai racconti ai proverbi, dalle ricette tradizionali alle mascherate tipiche del periodo invernale, che vedono nel Carnevale il momento del risveglio della natura.  “La popolazione dolomitica ha un profondo legame con forme rituali che accomunano tutte le vallate - afferma Daniela Finardi del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina-. Con questo hashtag invitiamo a condividere come queste tradizioni vengono mantenute e come sono vissute oggi”.

#inclinedliving (2-8 marzo)

La settimana dal 2 all’8 marzo è dedicata alla pendenza: dall’insediamento ai modi di camminare e di arrampicare; dalla fienagione alla transumanza fino alle forme di vita in alta quota. “La pendenza è un elemento che accomuna tutti noi che viviamo in montagna e che può essere letto da diversi punti di vista: antropologici, artistici, scientifici - afferma Daniela Perco, antropologa ed ex Direttrice del Museo Etnografico della Provincia di Belluno -. Con questo hashtag vorremmo stimolare una riflessione anche al modo in cui la pendenza è stata vissuta in passato e di come viene vissuta dalle generazioni che abitano oggi questo territorio: diversi gli strumenti e diverso il modo di percepire il contesto montano”.

#handsinstone (9-15 marzo)

Questa settimana è dedicata all’elemento che costituisce le Dolomiti: la roccia. I geologi l’hanno studiata, i nostri nonni l’hanno lavorata, dentro di essa i soldati della Grande Guerra hanno trovato riparo. “#handsinstone è un invito a prendere in mano i sassi e a raccontare le storie che racchiudono” dice Emiliano Oddone di Dolomiti Project. “Con questo hashtag vorremmo creare un racconto partecipato della presenza della roccia nella nostra storia e nel nostro paesaggio” aggiunge Chiara De Biasio, del Museo Archeologico di Mel.  

#crossthepass (16-22 marzo)

I passi hanno sempre caratterizzato la mobilità in montagna: ma i modi di attraversarli sono cambiati nel tempo. “La mobilità in montagna è una sfida per il futuro: ma per guardare al futuro dobbiamo conoscere il nostro passato” afferma Stefan Planker, Direttore del Museum Ladin Ćiastel de Tor. “Quelle che oggi sono strade percorse dai turisti alla ricerca di panorami mozzafiato, una volta erano vie che bisognava oltrepassare per sopravvivere o trovare fortuna - continua Chiara Aviani, responsabile dell’Ecomuseo LisAganis -. In questa settimana condivideremo le storie dei passi e il cambiamento della loro funzione nel tempo”.

#sportsculture (23-29 marzo)

Come immaginare le Dolomiti senza gli sport? Questa settimana porterà alla scoperta di come sono nati e si sono evoluti gli sport in montagna, quali ne sono stati i pionieri e come gli eventi sportivi che hanno contribuito a farle conoscere in tutto il mondo hanno trasformato il territorio. “Lo sport è (dovrebbe essere) cultura. Gli sport alpini sono, prima che un mercato, una parte dell’identità costitutiva della montagna. - afferma Gianluca D’Incà Levis, ideatore di Dolomiti Contemporanee -. Alpinismo, arrampicata, sci: che montagna sarebbe, senza di loro? Naturalmente, essi giocano un ruolo centrale anche nell’economia di questi territori. Con questo hashtag vorremmo invitare a guardare anche i futuri eventi sportivi come un’occasione di crescita culturale, di riflessione sul paesaggio e sulla sua corretta fruizione”.

#differentimes (30 marzo-5 aprile)

Il tempo, in montagna, ha molte sfaccettature: c’è il tempo geologico, il tempo vissuto, il tempo atmosferico. E, soprattutto, il tempo non scorre per tutti alla stessa velocità. “Con questo hashtag ci rivolgiamo a chi abita questi luoghi e a chi viene a visitarli” affermano Anna Angelini, della Fondazione G. Angelini, e Manuela Solari, del Museo dell’Orologeria di Pesariis. “Vorremmo raccogliere la pluralità di queste percezioni: il tempo di chi abita, il tempo di chi ritorna, il tempo di chi viene in visita per una toccata e fuga o per cercare un rapporto profondo con il territorio che lo circonda”.

#DolomitesChange (6-12 aprile)

L’ultimo hashtag invita a guardare al futuro di questo territorio, ai cambiamenti che ciascuno vorrebbe vedere. “Le Dolomiti ci parlano del passato più remoto, ma proprio questo passato può aiutarci comprendere meglio i cambiamenti in atto e ad attrezzarci per affrontare le nuove sfide che ci aspettano” afferma Riccardo Tomasoni, geologo del MUSE e responsabile del Museo Geologico delle Dolomiti di Predazzo. “E tante di queste sfide sono già in atto: dalla battaglia contro lo spopolamento al cambiamento climatico, dall’innovazione tecnologica ai grandi eventi sportivi” continua Cristina Busatta, responsabile del Museo etnografico della Provincia di Belluno. “Con questo hashtag invitiamo tutti a raccontare quale futuro immaginano per le Dolomiti, e qual è il cambiamento che vorrebbero vedere!” conclude Romina Darman, del Museo Marmolada Grande Guerra.

Il progetto “Musei delle Dolomiti”

Il progetto,  realizzato con il contributo del Fondo Comuni confinanti nell’ambito del progetto "Valorizzazione del territorio attraverso azioni di gestione e comunicazione integrata del WHS Dolomiti UNESCO", ha come obiettivo indagare quali pratiche e sinergie i musei del territorio possono attivare per promuovere, in rete, la ricchezza del patrimonio Dolomiti UNESCO.   Il progetto, avviato a febbraio 2019, ha coinvolto, finora, più di 50 professionisti culturali nell’intero arco dolomitico delle 5 Province UNESCO attraverso interviste, workshop e tavoli partecipativi. Il filo conduttore che unisce le diverse iniziative è: utilizzare le nuove pratiche e filosofie digitali come volano per diffondere la ricchezza dei musei al di fuori dei confini geografici, coinvolgere le comunità nel racconto di questa bellezza e attivare nuove sinergie tra gli attori culturali del territorio. Online il video di presentazione del progetto: una panoramica a tutto campo che mette in risalto la stratificazione dei paesaggi, dei patrimoni dolomitici e dei tantissimi musei che raccontano gli uni e gli altri.  

 

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