Contagio a Lamon. Isolamento volontario per 10 dipendenti comunali

Dopo la positività di un impiegato il municipio è stato chiuso al pubblico. Anche il sindaco Noventa in quarantena, l’operatività assicurata da una persona

Laura Milano / LAMON

Da ieri c’è un solo dipendente “polifunzionale” nel municipio di Lamon.


L’intero edificio di piazza 3 Novembre è in quarantena da quando si è accertata la positività al virus, per quanto asintomatica, di un impiegato che giocoforza è entrato in contatto con i colleghi.

Così, dopo la sanificazione di tutti i locali del municipio effettuata lunedì, dieci dipendenti, chi prima con la rimodulazione degli uffici, chi dopo con la sospensione delle attività specifiche d’ufficio, sono stati posti in isolamento fiduciario. Chi si è autoisolato prima degli altri, per contatto diretto con il collega contagiato, rientrerà al termine della quarantena di quindici giorni che sta esaurendosi.

Lo stesso sindaco Ornella Noventa potrà uscire dall’isolamento volontario già da domenica sera. Dal punto di vista epidemiologico, l’incidenza di casi a Lamon è piuttosto elevata rispetto al bacino di utenza. Ad oggi i casi documentati come positivi sono cinque.

«Abbiamo incaricato Renzo Malacarne a presiedere il comune e a garantire il minimo essenziale per l’operatività dell’ente», spiega il sindaco Noventa. «Tutti i miei dipendenti, a oggi, stanno bene e non hanno sviluppato alcun sintomo sovrapponibile all’infezione. Il paziente risultato positivo al Covid 19, invece, viene intervistato due volte al giorno dagli operatori del dipartimento di prevenzione dell’Usl che si informano sul decorso, ossia se abbia in atto manifestazioni febbrili o tosse stizzosa. Al momento non risulta alcunché. Questo ci fa riflettere su una cosa: non c’è arma più efficace per contenere al massimo il contagio che non quella di muoversi di casa il meno possibile. È una cosa che mi sento di raccomandare sempre di più. L’utilizzo della mascherina per qualsiasi uscita necessaria è fortemente raccomandata. Non tanto, e ci terrei a dirlo, per proteggersi dall’eventuale contagio, quanto per non diffondere a nostra volta il virus. È importante, dal punto di vista etico e dell’assunzione di responsabilità comunitaria, capovolgere il concetto».

E intanto si è affidata a Renzo Malacarne, indenne “comandante”, la delega per anagrafe e stato civile. Di più, si direbbe. La sua capacità di intercettare gli stati d’animo di persone in ansia, gli conferisce una delega in più, quella di “ufficio relazioni con il pubblico” con le funzioni tanto importanti in questi giorni, di “rassicuratore di anime”. E di indovino senza la sfera di cristallo: “quanto durerà ancora questo inferno? ”, è il contenuto frequente delle telefonate al palazzo, oltre alla richiesta di certificati di esistenza in vita che arrivano dall’estero e altre richieste ancora. E il telefono del municipio non suona a vuoto. —
 

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