Paese senza bar: il Comune ne aprirà uno

La giunta Dalle Feste destina 200 mila euro dei Fondi di confine al recupero dell’ex municipio: diventerà luogo di ritrovo

GOSALDO

Un bar-ristorante per offrire un luogo di aggregazione. In questi giorni di emergenza in cui i caffè e i punti di ristoro sono chiusi, Gosaldo vive la situazione in maniera singolare.


Nel piccolo paese del Poi ai confini con il Trentino di bar, da un po’ di tempo, non ce ne sono più, fatta eccezione per quello alla base delle piste di Forcella Aurine. La sua assenza, dunque, non si sente solo dal 12 marzo. Anzi è amplificata dal fatto che, nell’impossibilità di spostarsi fuori comune (se non per ragioni di urgenza o di comprovata necessità), non ci si può nemmeno comprare il giornale o una rivista.

A tale situazione l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giocondo Dalle Feste, ha intenzione di porre rimedio, o meglio di garantire le basi affinché questo avvenga. Con una parte dell’annualità 2018 dei Fondi di confine, infatti, vuole realizzare un bar-ristorante in centro.

«I professionisti incaricati», dice Dalle Feste, «stanno completando la redazione del progetto definitivo-esecutivo, quindi procederemo con l’appalto anche se, con questa emergenza, credo andremo al 2021». L’edificio nel quale troverà posto l’esercizio è quello dell’ex municipio.

«Abbiamo destinato circa 200 mila euro», spiega il sindaco, «per adibire a bar e a ristorante il piano terra. Sono circa 100-110 metri quadrati: la parte verso la chiesa, dove c’è l’ufficio della Pro loco, costituirà il bar, l’altra diventerà una saletta da una ventina di posti a sedere che fungerà da ristorante».

Al momento non sono state pubblicate manifestazioni di interesse per la futura gestione, ma l’amministrazione comunale confida di ottenere lo stesso risultato avuto con il rifugio a Cavallera per il quale – dice il sindaco – «abbiamo trovato le persone giuste, con esperienza e amanti della montagna». A Gosaldo, come a Vallada (dove il Comune ha ristrutturato un fienile per farci, anche lì, un bar-ristorante), oggi è dunque il pubblico a sostituirsi al privato. «La nostra politica», dice Dalle Feste, «è sempre stata dettata dall’idea che le infrastrutture non bastano. Strade d’oro su cui non passa nessuno non hanno un gran senso. Ecco che in questi anni ci siamo attivati per destinare dei fondi a Cavallera, all’area camper di Lambroi, ora al bar in piazza e in parte anche al fabbricato di Forcella Franche per il quale stiamo ultimando l’acquisto degli arredi».

La speranza di Dalle Feste e della sua squadra è quella che fra i locali, ma non solo, sorga l’intraprendenza per far fruttare gli investimenti fatti. —



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