Il pranzo di Pasqua? Arriva a domicilio dagli agriturismi

Privati e aziende di Confagricoltura propongono affettati, casunziei, tagliatelle, quaglie, arrosti e agnello d’Alpago

BELLUNO. Il pranzo di Pasqua e Pasquetta? Ve lo consegnano agriturismi ed aziende agricole di Confagricoltura Dolomiti. In tutta la provincia. Dunque affettati, casunziei, agnello d’Alpago. E ancora quaglie, arrosti, tagliatelle preparate rigorosamente in casa, dolci.

«Come in tutto il Paese, i nostri agriturismi si sono completamente fermati, tra disdette e mancati arrivi», spiega Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno. «Anche le aziende agricole hanno perso molto del loro reddito, tra stop all’attività e la gente costretta a casa. Ma i nostri imprenditori si sono rimboccati le maniche e, in molti casi, hanno completamente reinventato la loro attività. Noi li abbiamo raccolti nel nostro portale sul sito confagricolturabelluno.it, dove si possono trovare i prodotti delle aziende e le modalità per fare l’ordine. Un servizio utile anche per le famiglie e i nostri anziani che, con una telefonata, potranno farsi portare la spesa a casa, senza rischiare di ammalarsi».


L’agriturismo Corte’s Ranch, ad Auronzo, si è organizzata per portare a casa ad Auronzo e in Comelico il pranzo di Pasqua: casunziei, gnocchi di ricotta e saraceno con ragù bianco, brasato di manzo con verdure cotte e polenta, salumi. Il tutto autoprodotto in campagna. Il dolce? Panna cotta, bavarese e torta secca. Nicola Da Forno, di Pieve di Cadore, consegnerà gnocchi di ricotta fresca e poi formaggi e affettati nostrani, salami e cotechini. Nicoletta Bortolin, dell’azienda agricola El Puner di Feltre, località Anzù, si è inventata al volo una rete d’impresa per far fronte all’emergenza con il pastificio Feltrino e recapita ogni sera - tranne domenica - arrosti e involtini di pollo, quaglie, polpette e salsicce e poi pasta fresca, ravioli, casunziei, gnocchi ripieni e alla romana, gnocchetti tirolesi. Consegne in tutta Feltre fino a Fastro, Vas e Santa Giustina.



Chi, invece, a Pasqua non vuole rinunciare all’agnello, e soprattutto a quello ricercatissimo d’Alpago, può fare affidamento su Fardjma di Tambre. Alessandro Fullin, fino a 15 giorni fa, pensava che le bestie sarebbero rimaste tutte in stalla, data la crisi, e in più era avvilito: il lupo gliene aveva sbranate 25. «Poi invece siamo riusciti a smuovere la Valbelluna – racconta – e così ho macellato 200 agnelli». Chi vuole il suo agnello d’Alpago cotto deve rivolgersi alla Locanda San Lorenzo a Puos, che si è organizzata con un vero e proprio menu completo per il giorno di Pasqua. Quasi già esaurite le prenotazioni. Per chi vuole leggerezza c’è Stefano Brunotti, dell’azienda El Rustego di Cortina, il quale porta zuppe fatte in casa ai vari gusti con le verdure fresche dell’orto e conserve. L’azienda vitivinicola Pian delle Vette, di Feltre, consegna i suoi vini “eroici”, da vigneti autoctoni, come il Croda Bianca e il Granpasso, alla pari di Valentina De Bacco di Seren del Grappa, produttrice anche birra artigianale e distillati. Sul portale di Confagricoltura Belluno ci sono tanti altri prodotti per chi volesse preparare da sé un pranzo di Pasqua e Pasquetta con i fiocchi. —

 

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