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Frana sulla Sp20, il sindaco lancia l’allarme

Cestaro alla prefettura: «Questa non è stata granchè, ma se non autorizzate i cantieri post Vaia rischiamo di peggio»

Gianni Santomaso
2 minuti di lettura

SELVA DI CADORE

«Vaia ci sta facendo continuamente pagare il conto: la prefettura deve sbloccare tutti i lavori altrimenti, se arriveranno le piogge, rischiamo di dover spendere il triplo per mettere in sicurezza il territorio».

Qualche ora dopo la caduta di una frana (tra venerdì notte e ieri) lungo la sp 20, il sindaco di Selva, Silvia Cestaro, lancia un appello. «La frana è stata subito rimossa», dice, «subito dopo la seconda galleria, scendendo, si è staccata una parte di quelle colate di betoncino messe per contenere i detriti sulla parete. Credo si tratti di un’opera immediatamente successiva al’66. Lo smottamento, in sé, non è stato di grosse proporzioni; il problema è che Vaia continua a farci pagare il conto, perché sono tante le situazioni ancora aperte che ci preoccupano».

Ed è proprio dal fatto della scorsa notte che il sindaco parte per un appello al prefetto affinché garantisca l’apertura di una serie di cantieri.

«La prefettura», dice Cestaro, «deve sbloccare i cantieri post-Vaia. Ci sono tante situazioni in cui, se non interveniamo subito, rischiamo di ritrovarci dopo con una quantità di danni maggiore. Penso a una serie di strade silvo-pastorali che hanno ceduto o quasi. Se arrivano le piogge, i costi per sistemare tutto triplicheranno».

Oltre a un problema di sicurezza, per Cestaro ce n’è anche uno di ordine organizzativo che coinvolge le ditte locali.

«In città o in pianura», ricorda, «si può lavorare per tutto l’anno, da noi la stagione dura sei mesi. I nostri artigiani, le nostre imprese edili magari formate da una, due, tre persone hanno bisogno di poter iniziare per completare i cantieri entro settembre. E di questo abbiamo bisogno pure noi Comuni perché altrimenti la programmazione che avevamo fatto salterà e qualcuno si ritroverà senza interventi effettuati sul proprio territorio».

In compenso l’aspetto positivo è che martedì (giornata nella quale, dalle 5 alle 8 e dalle 20 in poi i vigili del fuoco volontari sanificheranno le aree pubbliche di maggior passaggio) inizieranno i lavori per l’allargamento della provinciale 20 della Val Fiorentina tra Solator e Selva che rimarrà chiusa al traffico fino al 13 giugno.

«Martedì», annuncia il sindaco, «faremo un incontro con la ditta e con Veneto Strade per trovare le modalità per ridurre al minimo il disagio per gli abitanti di Solator: alcuni sono anziani e ricevono la spesa a domicilio e dobbiamo fare in modo che, in caso di necessità, l’ambulanza possa arrivare. La parte bassa della frazione si raggiunge da Caprile, per quella alta occorrerà lasciare le auto a Villa e salire a piedi».

Gli interventi prevedono il completamento di tre muri di sostengo (a monte e a valle) in corrispondenza dei tornanti e l’allargamento degli stessi. Uno di questi (rimozione di un vecchio muro e realizzazione della strada) è quasi finito, mentre quello più impegnativo, sulla strettoia tra Solator e Selva, richiede la posa di micropali. Fatto questo, la 20 della Val Fiorentina potrà finalmente essere completamente a doppio senso di marcia.

«Nel frattempo», conclude Cestaro, «nel tratto in comune di Alleghe tra la prima galleria e Sant’Antone, la ditta approfitterà della chiusura per levare gli alberi pericolanti». –

Gianni Santomaso. © RIPRODUZIONE RISERVATA .

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