Il presidente Praloran: «Le Pro Loco non si arrendono»

Dalle distanze agli aspetti igienico sanitari, confronto aperto tra le associazioni di tutta Italia alla ricerca di soluzioni

BELLUNO

Le questioni da risolvere sono tante, i dubbi numerosi. Ma il mondo delle Pro Loco non vuole certo arrendersi al cospetto dell’emergenza. Cambieranno però di sicuro le modalità di intendere gli eventi, almeno rispetto al modo in cui li conoscevamo sino a pochi mesi fa. Ad ogni modo un giorno le attività riprenderanno, siano esse culturali, sportive, ricreative o di qualsiasi genere. E servirà farsi trovare pronti. Ne è convinto Davide Praloran, presidente provinciale dell’Unpli e membro della giunta regionale.


«Tra l’altro proprio domani sera ci ritroveremo in via telematica con i sodalizi bellunesi. Una sorta di consultazioni attraverso le quali comprendere al meglio le diverse esigenze».

A livello nazionale ci si sta già muovendo?

«Esattamente. Teniamo conto che le Pro Loco in Italia raggiungono quota 7 mila unità. Abbiamo aperto una discussione, in modo da cercare di raggiungere entro un mesetto circa le risposte ai principali interrogativi».

Quali sono?

«Uno riguarda gli investimenti strutturali. Negli ultimi anni le Pro Loco hanno dovuto adeguare spazi, aree e quant’altro alle normative legate alla sicurezza. Un passo obbligatorio, se si volevano continuare ad organizzare eventi. Ciò però ha comportato la necessità di sostenere delle spese, talvolta ingenti. Ora però, venendo meno introiti, incassi e quant’altro, occorre capire come aiutare i sodalizi a far fronte a tali costi».

Il secondo?

«L’aspetto igienico – sanitario. Le Pro Loco sono composte da encomiabili volontari, i quali però non potranno occuparsi di determinate operazioni di bonifica e quant’altro. Urgono perciò professionisti del settore, quindi pure su questo si sta ragionando».

Altri argomenti sul tavolo?

«Direi l’aspetto relativo alle assicurazioni. Alcuni eventi sono di grande spessore dal punto di vista qualitativo. E ciò comporta costi. La domanda che ci si può porre è: quale sarà la partecipazione del pubblico, magari frenato dalla paura? Cosa succede se un evento salta? Crediamo sia necessario stipulare degli accordi in grado di non far pesare totalmente sulle casse delle Pro Loco la mancata effettuazione di un appuntamento».

Sarà un’estate piuttosto triste?

«Ecco, credo che non sia da commettere l’errore di fornire date. Innanzitutto io credo che la pandemia rivoluzionerà per sempre un certo tipo di organizzazione. Inoltre al momento attendiamo notizie riguardanti i futuri assembramenti, le disposizioni per il pubblico e quant’altro. Quindi quando leggo di eventi spostati a settembre o ottobre, resto perplesso. Siamo sicuri di poter tornare in autunno alla piena operatività? Se per caso ci impongono la misurazione della febbre e la presenza del medico ad ogni tipologia di manifestazione? Non vanno create false illusioni. Auspichiamo nel giro di poche settimane di avere più chiare, ora no. Alle Pro Loco provinciali dico di restare ferme, aspettando. Niente fretta. Bisognerà lavorare in sicurezza e fare sicurezza».

Qualche buona notizia?

«Volentieri. A breve nasceranno altre due Pro Loco in provincia. E inoltre stiamo organizzando una raccolta fondi a favore dell’Usl 1 Dolomiti». —
 

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