Pro Loco bellunesi, fino a fine giugno non ci sarà alcun evento

Lo hanno deciso le associazioni giovedì sera, mentre resta in sospeso l’estate. Praloran: «Non ci sono ancora linee guida per operare dopo il lockdown»

BELLUNO

Maggio e giugno, eventi azzerati. Questa è per ora l’unica certezza, ma adesso pende una verosimile mannaia sulle tante manifestazioni estive delle Pro loco bellunesi. Con buona probabilità gran parte di esse saranno annullate, ma quando si saprà con certezza? E quali saranno le conseguenze per albergatori e turisti in caso di uno stop prolungato?


Sono domande preoccupate e ancora senza risposte quelle dell’Unpli Belluno. Di sicuro, nei mesi a seguire, il mondo del volontariato delle oltre cinquanta realtà bellunesi non sarà più come prima. Giovedì sera, i sodalizi locali si sono incontrati per il primo consiglio direttivo provinciale online.

Si è virtualmente deciso per la sospensione di tutti gli eventi fino a giugno; nuovo appuntamento a fine maggio, ora, per dire “sì” o “no” alle tante manifestazioni estive.

«Anche se ci sono stati primi segnali verso la riapertura di alcune attività commerciali e di ristorazione, noi siamo in coda per ovvie ragioni», ha chiarito il presidente provinciale Davide Praloran. «Stiamo seguendo le indicazioni dell’Unpli nazionale e regionale; pensavamo di avere già delle linee guida operative che invece non ci sono, ma dobbiamo tuttavia essere pronti a svolgere attività appena possibile».

Preoccupa l’aspetto igienico-sanitario: «Possiamo ipotizzare che le condizioni richieste per operare, in caso di fine del lockdown, saranno molto restrittive e questo comporterà per i volontari un maggiore onere sia operativo che economico in materia di sicurezza; ricordo che la figura del presidente è equiparata a quella di un datore di lavoro e perciò dobbiamo essere molto cauti. Su questo abbiamo chiesto un tavolo regionale con l’assessore al turismo Federico Caner; stiamo collaborando sempre con la Regione a un protocollo unico per interpretare correttamente le normative. Ancora, ci stiamo muovendo a livello nazionale per avere dispositivi di sicurezza per volontari e pubblico e per tutelare, attraverso un’assicurazione, le attività di intrattenimento e pubblico spettacolo».

Altre questioni spinose sono l’effettiva partecipazione di un pubblico impaurito, rischiando così di vanificare eventuali sforzi per mettere in piedi gli eventi, anche qualora riprendessero le attività, e il rischio di perdere collaboratori, se questi si fermano per un medio-lungo termine.

Sarà anche un danno economico? «Certo. Anche se è prematuro parlare di cifre, preoccupa l’indotto: le conseguenze su turismo e albergatori che possono provocare la perdita di manifestazioni o la chiusura di musei, fatti che devono avere ben chiaro le istituzioni qualora si dovesse promuovere un pacchetto turistico non completo».

Ora si cerca una via alternativa: «Il suggerimento, emerso anche a livello regionale, è quello di spostarsi sulla solidarietà sociale e sugli aiuti agli operatori turistici. I ristoratori potrebbero operare con strutture e materiali di proprietà delle Pro loco, ma si attendono linee guida per la fattibilità della cosa. Sarà importante dare comunque sostegno al sociale con piccoli eventi, come passeggiate sul territorio se concesse, e spostarsi sul virtuale, per non perdere i contatti». L’Unpli Belluno certo non potrà imporre di limitare o annullare eventi, potrà solo suggerire e riferire una linea comune d’azione. —

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