Mascherine sparite per la Regione Lazio: il pm sentirà l'imprenditore Mondin

Il bellunese e la moglie hanno chiesto di essere interrogati e faranno causa al fornitore cinese dei dispositivi

BELLUNO

«Mascherinagate», la famiglia Mondin ha chiesto di essere sentita dalla Procura. Nel caso delle mascherine già pagate dalla Regione Lazio e non ancora arrivate, se non in piccola parte, l’imprenditore bellunese titolare della Eco Tech di Frascati, Sergio Mondin e la moglie Anna Perna saranno ascoltati domani dal pubblico ministero romano Elena Neri, che sta indagando per l’ipotesi di reato di inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Mondin è stato in Regione anche venerdì sera, per spiegare ai funzionari del presidente Nicola Zingaretti come mai il carico da Shanghai che la Exor Sa dovrebbe aver spedito non è ancora sbarcato a Fiumicino, ma il chiarimento non dev’essere bastato.


La Regione ha emesso un comunicato stampa, nel quale annuncia la risoluzione del contratto con la Eco Tech, chiedendo la restituzione dell’anticipo già versato di 14 milioni di euro «entro 5 giorni, pena l’escussione della polizza fideiussoria appositamente rilasciata, nonché di risarcire tutti i danni subiti e subendi per effetto della sua condotta colpevole».

Ieri mattina il civilista di fiducia della famiglia Mondin, Giorgio Quadri del Foro di Roma ha diffuso a sua volta una nota, nella quale rivela che «il signor Sergio Mondin e la signora Anna Perna chiederanno di essere ascoltati dal pm al fine di chiarire ogni aspetto della complessa e articolata vicenda». Chiesto l’interrogatorio, insomma, partendo dal presupposto che anche la Eco Tech è parte offesa, in quanto ha versato l’anticipo ricevuto dalla Regione per la fornitura delle mascherine e delle tute anti Covid-19, firmato le fideiussioni necessarie, ma sta a sua volta aspettando che la Exor Sa spedisca il carico.

Mondin sta cercando di capire se qualcuno non stia giocando sporco nei suoi confronti. Teme una truffa ai suoi danni, ecco perché ha dato mandato a Quadri e all’altro legale Cesare Gai di fare causa alla Exor Sa: «Noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare e nella massima trasparenza», garantisce Mondin, «ci sono tutte le pezze giustificative delle operazioni eseguite da me e dal mio socio cinese Pan Hongyi, a cominciare dai bonifici alla Exor Sa. Non possiamo restituire i soldi, perché sono stati versati a questo fornitore. Sono convinto che le mascherine arriveranno, anche se in ritardo. Vorrà dire che pagheremo la penale prevista. Non siamo scappati con i soldi: siamo qui e vogliamo chiarire tutto alla magistratura. La vicenda è molto seria, tanto è vero che si rischia il carcere».

Il caso riguarda nove milioni e mezzo di dispositivi ordinati dalla Regione Lazio tra il 16 e il 20 marzo. Un affare da 35,9 milioni di euro. L’ente ne ha già anticipati 11 e le mascherine sono, come minimo, in ritardo. Il consigliere Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia ha presentato un esposto. —


 

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