«Le seconde case? Si può andare ma solo per fare le manutenzioni»

I chiarimenti del prefetto Cogode sulle ultime disposizioni. Permessa la riattivazione delle produzioni in vista di lunedì 

BELLUNO

Sì alle manutenzioni, no al week end di vacanza. Non ci sono dubbi secondo la Prefettura di Belluno, chiamata a far rispettare i decreti del presidente del Consiglio e le ordinanze del presidente della Regione. Sulle seconde case si è generato un primo momento di confusione lunedì, dopo che Zaia ha annunciato il via libera allo spostamento delle persone verso le loro proprietà, mentre il governo l’aveva escluso. In provincia di Belluno il fenomeno è diffuso e già nelle scorse settimane molti sindaci avevano fatto appello ai turisti, affinché rinunciassero alla tentazione di venire in vacanza sulle Dolomiti. Ma non ci sono rivoluzioni nemmeno da lunedì, come spiega il prefetto di Belluno, Adriana Cogode.


È possibile raggiungere le seconde case e per quali finalità?

«L’ordinanza del presidente della Regione prevede un’ulteriore estensione degli spostamenti e concede di raggiungere le seconde case all’interno della Regione Veneto, ma precisa anche che è consentito solo ai fini della manutenzione, in condizioni di sicurezza e senza dormirci. Non si può andare a fare un week end di vacanza, ma c’è l’esigenza di non abbandonare immobili che potrebbero ammalorarsi e creare danni. In quest’ottica riparte anche tutto il settore delle manutenzioni. Poi però è vero che si aprono vari quesiti su questo argomento. La Regione sta facendo delle precisazioni e farà anche delle faq, che attendiamo senza voli pindarici».

Finora si è detto che le Regioni non potevano assumere provvedimenti che alleggerivano quanto dettato dal governo, questo principio è cambiato? Le categorie che sperano in misure meno restrittive possono rivolgersi a Venezia?

«No, ogni misura adottata rientra in un approfondimento giuridico e la Regione ha spiegato che ogni passaggio avviene in condivisione con il governo. La polemica non giova. La stanchezza e le difficoltà economiche dei cittadini sono chiare, le famiglie stanno vivendo un momento eccezionalmente difficile. Servono messaggi certi, senza ambiguità. Il presidente della Regione può valutare le richieste di determinate categorie economiche, ma il punto di riferimento in questo momento resta la comunità scientifica e ogni ordinanza della Regione è motivata dal confronto con essa».

Ora l’attenzione si concentra sulla ripresa delle attività produttive.

«Oggi (ieri, ndr) ho avuto in contro con le organizzazioni di categoria, domani sarò con i sindacati e poi con i sindaci perché ora ciascuno deve attrezzarsi per la sicurezza sul fronte sanitario e della legalità. Bisogna alzare moltissimo l’asticella dell’attenzione, perché in una situazione di fragilità come questa è facile che venga attirata l’attenzione di attività illegali. Belluno ha una storia di provincia sana, che si è sempre preservata dalle infiltrazioni mafiose ed è importante mantenerla libera. Presteremo la massima attenzione su lavori pubblici, forniture, servizi e accesso al credito che è un aspetto molto delicato».

Gli imprenditori segnalano che l’accesso al credito bancario ha procedure lente e severe, pochi hanno ottenuto prestiti.

«Ho già parlato con il referente Abi. A fronte dell’urgenza delle aziende di acquisire liquidità, le banche non possono derogare agli adempimenti prescritti dalla legge. Lo sconforto però è comprensibile, mi auguro che la situazione possa cambiare».

È tutto pronto per la riapertura della produzione ?

«L’ultimo Dpcm ha aperto uno spiraglio anche per chi al momento è chiuso, dando la possibilità di accedere agli stabilimenti e agli impianti quattro giorni prima per le eventuali manutenzioni e la riattivazione, in modo da essere pronti lunedì senza perdite di tempo. Nel frattempo stiamo continuando ad esaminare la documentazione delle ditte che considerano di poter ripartire prima. Il gruppo di lavoro creato nelle settimane scorse sta continuando la verifica dei documenti delle aziende e rimarrà operativo fino alla cessazione di questo sistema».

Avete anche un’altra incombenza, molto più leggera: decidere come dovranno agire le forze dell’ordine con i fidanzati ufficiali, ufficiosi o aspiranti tali. Qual è il confine tra congiunti e non?

«Domani (oggi, ndr) incontrerò le forze dell’ordine, anche in previsione del Primo Maggio. Facciamo prevalere il buonsenso e la fiducia nelle persone, a meno che non arrivi un chiarimento diverso. Quello che conta è lavorare sulla coscienza individuale, dobbiamo essere consapevoli del rischio ricaduta e delle sue conseguenze. Dopodiché vedo troppi giovani single, fidanzatevi!».
 

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