I ristoratori di Cortina consegnano le chiavi al sindaco

Zardini: «Non chiediamo assistenzialismo, ma servono cassa integrazione per i dipendenti e moratoria sugli affitti»

CORTINA

Una decina di ristoratori di Cortina ieri mattina alle 12 si è ritrovata davanti al municipio per consegnare simbolicamente le chiavi dei propri locali nelle mani del sindaco Gianpietro Ghedina.


Una protesta simbolica, appunto, che non vuole andare in contrasto con il proprio Comune, ma nel corso della quale è stato chiesto che il sindaco si faccia portavoce presso il Governo centrale della difficile situazione in cui la categoria dei ristoratori si trova in questo momento di epidemia Covid-19.

«La manifestazione è rivolta al presidente del consiglio Conte, affinché ci sia più chiarezza nei confronti della nostra categoria», spiega Nicolò Zardini, che è tra i promotori della manifestazione a Cortina.

«Noi oggi consegniamo le chiavi del nostro ristorante al sindaco, al quale chiediamo di rivolgersi al Prefetto, il quale poi di conseguenza dovrebbe rivolgersi al presidente del Consiglio».

«Vorremmo fortemente aprire e tornare al lavoro, ma oggi non ci sono i presupposti economici per poterlo fare. Non sappiamo ancora che cosa dobbiamo fare nella fase di riapertura: avremmo bisogno di più chiarezza. Ad oggi ci sono già arrivate proposte da varie ditte di allestire plexiglas tra un tavolo e l’altro, ma servono veramente? E poi, dobbiamo tenere un metro o due di distanza?», incalza Zardini.

«Ci viene richiesto di aprire con gli stessi costi, se non più di prima della emergenza epidemiologica, con una previsione di incassi nella migliore delle ipotesi pari al 30% sull’anno precedente» affermano i ristoratori.

«Non chiediamo assistenzialismo, ma misure per l’eventuale riapertura che siano collegate a tutele economiche, come la cassa integrazione fino a dicembre 2020 e moratoria sugli affitti e sulle utenze, per non costringere a licenziare i nostri collaboratori, se non a chiudere del tutto le nostre attività».

A Cortina si aggiungono inoltre le perdite per le merci acquistate alla vigilia delle Finali di Coppa del Mondo e di una Pasqua che si stava avviando verso le più rosee previsioni. «Avevamo riempito le celle frigorifere e i magazzini in pieno, e ora quelle risorse le rimettiamo tutte», aggiunge Zardini.

Al Governo i ristoratori chiedono quindi una riduzione delle tasse e aiuti concreti, come l’istituzione di finanziamenti a fondo perduto, per non dover accedere ad altri finanziamenti presso le banche. Il sindaco Ghedina capisce bene la situazione di ristoratori e albergatori, e a loro stessi ha annunciato che si farà portavoce col prefetto della consegna delle chiavi. Sarà poi il prefetto a inviare le chiavi a Conte. Il sindaco ha aggiunto che farà il possibile per venire incontro alle richieste sul fronte dei tributi locali, ma anche i Comuni sono in attesa di direttive e di aiuti da parte degli organismi centrali. In ogni caso ha apprezzato il fatto che la protesta sia stata apartitica e priva di “cappelli” politici, e che sia stata portata avanti da esponenti locali e con una lunga tradizione alle spalle nel settore dell’ospitalità. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Carciofi crudi, pere e gorgonzola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi