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Cibiana, il paese fuori dall'epidemia. Il sindaco: la musica contro la paura

Gosetti ora attende Messner per far ripartire il turismo: «Abbiamo creduto nella scuola on line con buoni risultati»

Francesco Dal Mas
3 minuti di lettura

BELLUNO

Per tante sere ha rallegrato i suoi concittadini con i concerti improvvisati in famiglia, da casa, e trasmessi via facebook. Mattia Gosetti è sindaco di Cibiana e finalmente tira, anche lui, un sospiro di sollievo. Domani si riparte.

Confessa, tuttavia, di avere nello stomaco, anzi nell’anima, qualcosa ancora da digerire della pandemia.

«I cittadini guardano a noi come coloro che li possono autorizzare “a fare” e “a non fare” e purtroppo capita che qualche collega dei territori confinanti faccia la “voce grossa sul giornale”, lasciando credere che ciò sia vero. Non ho particolarmente apprezzato le azioni di questi “solisti a caccia di consensi”, noi sindaci non abbiamo mai avuto la possibilità di decidere, solo di interpretare, cosa che allo stesso modo facevano le forze dell’ordine sul territorio».

Multa contestata

Ma ci sono state delle situazioni così contradditorie – confessa il primo cittadino di Cibiana, uno fra i Comuni più piccoli – che ancor oggi, dopo due mesi, Gosetti non riesce a rimuovere dalla memoria. «Ho protestato contro una multa ad un cittadino che, durante questo periodo di confusione, coltivava in solitaria un terreno di sua proprietà. Mio malgrado non ho potuto fare niente, anche se ancora oggi mi auguro che sia fatta giustizia».

Norme, decreti e ordinanze servono per difenderci dal contagio, ma il buon senso deve andare di pari passo e non sempre è stato così, da una parte e dall’altra. «Mi domando ancora oggi: come è possibile spiegare ad una coppia, moglie e marito, che in macchina o nel bosco dietro casa devono girare ad un metro di distanza e con mascherina e DPI, pur dormendo ogni notte nello stesso letto? E dall’altra parte, come riesci a spiegare a due ragazzini che sarebbe meglio che in questo periodo non giochino assieme, mettendo a rischio i soggetti più deboli delle loro famiglie, quando magari i loro stessi genitori sono scettici nei confronti del rischio sanitario?».

Cibiana di Cadore ha avuto solo due positivi al contagio, oggi per fortuna guariti. Ha avuto anche qualche caso sospetto e anche qui – ammette il sindaco – le procedure non sono sempre state chiare, in particolare quando era l’ora di non far mancare i servizi essenziali, come fornire loro la spesa e il ritiro della spazzatura.

«Fortunatamente i volontari e l’appoggio delle associazioni non è mancato, colonna fondamentale per il supporto del territorio, donne e uomini coraggiosi che ringrazio sentitamente» ammette Mattia.

Pareri divisi

Le prime notizie della pandemia, dalla Cina, hanno trovato Cibiana indifferente. Poi, a febbraio, quando il virus è arrivato, la popolazione si è divisa: chi continuava a sottovalutare il rischio, chi invece iniziava a prenderlo in considerazione, talvolta forse esagerando. «Ho optato per una linea difensiva rigida: anche quando non c’erano misure obbligatorie, consigliavo i cittadini e le aziende del territorio alla massima cautela, sollecitavo a munirsi di mascherine, guanti, a lavarsi e igienizzarsi spesso le mani, a mantenere distanze di sicurezza. Quando è arrivato il lockdown, la mia gente si è divisa ancora di più: dobbiamo morire di virus o di fame? Da parte mia, mi sono attenuto severamente alle norme».

La scuola

A Cibiana c’è la scuola, una pluriclasse. Gosetti ha dei figli piccoli ed è qui che li manda. «La didattica a distanza? Non tutti i bimbi avevano il tablet. E, peraltro, lezioni on-line sono instabili e pesanti da supportare, sia per il dispositivo che per la linea telefonica di collegamento. Noi abbiamo deciso di credere in questa nuova possibilità e abbiamo fornito dei tablet in prestito ai nostri piccoli cittadini, con il bel risultato che oggi siamo fra i pochi Istituti ad essere al passo con le lezioni».

In queste settimane Gosetti ha ovviamente dedicato più tempo al Comune che alla famiglia.

«La mia fortuna è stata quella di avere alle spalle una buona squadra che mi ha appoggiato e ben consigliato, e una famiglia che ha pazientato trovandomi presente ma assente allo stesso tempo, a casa fisicamente ma al telefono o in video conferenza la maggior parte del tempo.

Mia moglie e i miei figli sono la mia fortuna, assieme alla musica che come sempre rimane la mia più grande passione. Io ne avevo da fare in abbondanza, ma era visibile negli occhi dei miei figli l’ansia generata dalla monotonia dello stare sempre in casa, seppur con tanti dispositivi a nostra disposizione, TV, tablet ecc».

Andrea, la moglie, i figli organizzavano un concertino ogni sera, qualcuno lo hanno anche condiviso su internet riscuotendo un notevole successo fra gli amici. «E non solo, abbiamo anche scritto un nuovo album, un’opera rock che pubblicheremo a breve e che si intitola “La Chiave di Morea”: un racconto musicale storico che narra dell’antica arte artigiana di Cibiana nella produrre le chiavi».

Adesso la riapertura. «Aspettiamo Messner per i due musei. Il paese di Cibiana ha tante ricchezze che vanno valorizzate, il nostro percorso continuerà in tal senso, ci avviamo verso una stagione turistica incerta, ma che sosterremo con le forze a nostra disposizione. La montagna ha da sempre dato l’idea di essere il luogo incontaminato per eccellenza, ci auguriamo che questo possa essere un motivo per rivalutare il nostro territorio». —

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