A Cortina i clienti brindano all’aria aperta

Ai bar Embassy e La Suite disponibili solo i tavoli esterni. Mian (bar Arnika): «Siamo in rodaggio, utilizzare il buonsenso»

CORTINA

Mascherine indossate, distanza di sicurezza, ma si ritorna a girare per il paese. Ieri a Cortina hanno riaperto alcuni bar e negozi e le persone ne hanno approfittato. I tavolini esterni ai locali hanno visto alternarsi numerosi clienti che hanno preso un caffè, un aperitivo o pranzato. Nei negozi in tanti sono entrati e qualche acquisto è stato fatto. Unanime il commento degli avventori: «Finalmente si torna a girare e si incontra qualcuno».


A detta di tutti quello che più è mancato in questi mesi di chiusura sono proprio i rapporti sociali fra le persone. La possibilità di vedersi al bar, di scambiare due parole, di offrirsi un caffè a vicenda.

L’emergenza a Cortina non è superata e i cittadini sembrano averlo ben capito. Venerdì i positivi erano 24, poi sono scesi a 22 ieri sono saliti a 23. «Non possiamo ancora abbassare la guardia», ammette il sindaco Gianpietro Ghedina, «abbiamo un nuovo caso dopo 18 giorni in cui non se ne registravano più. Siamo in discesa ma dobbiamo continuare ad usare le mascherine, i gel per le mani e a stare distanziati. È comunque bello vedere tante riaperture, anche più del solito per essere maggio. Con le dovute precauzioni, tutti insieme, ne usciremo».

Prudenza è la parola d’ordine dei titolari. Gel igienizzanti sono ovunque, per terra ci sono le indicazioni per entrare ed uscire, all’esterno la gente in fila. Il bar Embassy e La Suite hanno deciso di aprire solo i tavoli all’esterno. «All’Embassy avevamo già aperto con l’asporto», premette il titolare Giacomo Romoli, «ora abbiamo aperto i tavoli all’esterno e giovedì apriremo sempre solo all’esterno anche a La Suite. Per ora riteniamo sia più prudente. Ci sono belle giornate e vedo che la gente apprezza di poter stare fuori. È vero che all’Embassy potrei far entrare anche 25 persone, ma dovrei mettere un dipendente a contare. Per un mese di fuori stagione non ne vale la pena. Vedremo in piena estate: se continueranno queste restrizioni metteremo qualcuno alla porta».

All’LP26, all’ora di pranzo c’era movimento. «Dopo tanta attesa i clienti sono contenti di rivederci aperti», spiega il direttore Vito Colamaria, «ora abbiamo cominciato. La gente predilige stare sui tavoli esterni. Poi con il passare delle giornate vedremo».

Il Bar Arnika ha aperto alle 7.30 ieri mattina. «Ci affidiamo al buon senso delle persone», dichiara Gianni Mian il titolare, «abbiamo anche noi ancora molto da leggere e studiare dato che i decreti vengono pubblicati di domenica pomeriggio. Noto che c’è ancora un po’ di apprensione nelle persone, ma ritengo sia normale dopo due mesi e mezzo. Siamo ripartiti ma credo che ci vorranno una quindicina di giorni per fare un rodaggio sia per noi che per i clienti. Quando ci sono buonsenso e rispetto, ritengo che si possa andare avanti al meglio».

A sorvegliare le pattuglie della polizia e dei carabinieri che hanno girato ieri mattina in corso Italia e in via Cesare Battisti. Posti di blocco poi lungo la Statale 51 di Alemagna.

La Cooperativa da ieri ha aperto tutti i reparti e anche i negozi mono marca dedicati all’abbigliamento sportivo. «Il personale è molto carico e motivato», spiega la direttrice Emanuela De Zanna, «oggi la parola d’ordine è flessibilità e i dipendenti girano da un punto vendita all’altro. Questa riapertura avviene in un momento di bassa stagione e quindi è più facile da gestire. Ci siamo “allenati” sulle regole da seguire avendo sempre tenuto aperti i reparti alimentari. Per il futuro vedremo. Continueremo a portare le spese a casa e a garantire il servizio di personal shopper che consente di prenotare un consulente in qualsiasi reparto per fare gli acquisti. Non riapriremo il bar in quanto stiamo facendo dei lavori al reparto e poi adesso altri bar hanno bisogno di lavorare».

Ha riaperto ieri anche la Gioielleria De Zanna. «Abbiamo santificato tutto», commenta la titolare Roberta De Zanna, «e facciamo entrare un cliente alla volta essendo un piccolo negozio. C’è un dibattito aperto sul nostro settore per quanto concerne le mascherine che celano il volto in caso di furti. Abbiamo le telecamere e c’è chi ha proposto di filmare il cliente con la mascherina abbassata e poi farla reindossare. Adesso che siamo in fuori stagione ci conosciamo tutti e il problema non si pone. In futuro valuteremo». —
 

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