Insultato su Facebook Grones querela due volte la turista bresciana

Il sindaco ha dato mandato al suo avvocato di procedere: «Non conosco Internicola e chissà perché ce l’ha con me»

LIVINALLONGO

Due querele alla turista. Il sindaco di Livinallongo, Leandro Grones, ha proceduto di nuovo contro Laura Internicola. I procedimenti per diffamazione aggravata su Facebook si sono moltiplicati negli ultimi giorni per la bresciana di Carpenedolo. La donna era già stata querelata dal primo cittadino di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, senza contare che risulta attualmente sotto inchiesta per minaccia aggravata dalla Procura di Trento, per aver attaccato Roberta Gallego, cioè il magistrato che l’aveva indagata proprio sul caso di Rocca.


Grones ha letto dei messaggi offensivi nei suoi confronti e ha dato mandato all’avvocato di fiducia Prade di procedere con le carte bollate. Ad esempio, si è sentito dare del falso, ipocrita e cerebroleso, in un post particolarmente aggressivo: «Zaia e le saccocce sono prontissimi, ma naturalmente quel cerebroleso falso e ipocrita del sindaco di Livinallongo deve rompere. Tieni i dintorni di Andraz a cesso a cielo aperto e pulisciti la bocca, quando parli dei soldati che hanno dato la vita per difendere quei territori che oggi voi non curate affatto. Ottusi alla follia. Bellumaaaatttt, zitti e obbedite al Vs presidente di Regione».

Tutto per la sua contrarietà all’ipotizzato progetto di collegamento sciistico tra Cortina e Arabba.

La pazienza è finita molto presto e ci saranno inevitabilmente dei processi, nei quali il sindaco si costituirà parte civile: «Non conosco questa donna e non capisco davvero che motivi di risentimento possa avere nei miei confronti. Non so nemmeno se sia mai stata dalle nostre parti, a differenza del territorio di Rocca Pietore, dopo la tempesta Vaia, che ha visto di sicuro. Poi un conto è quando te la prendi con un sindaco e un altro quando minacci un pubblico ministero. È una cosa molto più pesante».

Il Comune di Rocca Pietore ha avviato anche una causa civile contro Laura Internicola per quel «popolazione di lazzaroni e assistenzialisti» corredato da tutta una serie di altri apprezzamenti, chiedendo un milione di euro di risarcimento danni: «L’udienza di marzo è slittata per via dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus», spiega l’avvocato Antonio Prade, «se ne riparlerà senz’altro dopo l’estate, quando entreremo nel vivo della vicenda».

Che Internicola ce l’abbia con i bellunesi è confermato anche da un messaggio dello scorso 18 maggio: «Si riparte... E, tranne i tarderi di Belluno, ripartono le saghe penali e civili ai palazzi della vergogna, in rigoroso ordine alfabetico... Si comincia con la G di Gioppino contro la I di Invincibile». —
 

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