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Il nuovo ponte costerà cinque milioni e mezzo di euro, possibile l’inaugurazione nel 2023

I soldi arriveranno dallo Stato grazie al fondo post Vaia. Fondamentale la collaborazione della Regione per il finanziamento

BELLUNO

Il nuovo ponte sul Piave costerà 5.650.000 euro, spese di progettazione incluse. L’opera sarà finanziata dallo Stato, attraverso i fondi post Vaia, perché è stata inserita fra le opere strategiche di resilienza della città. Proprio la tempesta ha dimostrato che un ponte in quel punto è fondamentale, specie in caso di calamità, per i mezzi di soccorso e di protezione civile. E così, grazie al commissario straordinario per il superamento dell’emergenza Luca Zaia, e al lavoro dell’assessore Bottacin, il nuovo ponte è stato inserito nell’elenco delle opere da inviare al Dipartimento nazionale della Protezione civile per ottenere i necessari finanziamenti.

Fino ad oggi sono stati versati i 200 mila euro per la progettazione e il Comune ne ha investito altri 120 mila, ma il sindaco Massaro è fiducioso che l’intera opera sarà finanziata. Non sarà lui a poterla inaugurare, perché anche se i tempi saranno rapidi ci vorrà almeno un anno per il progetto definitivo-esecutivo, e un paio per i lavori.

I tempi

Entro il 30 settembre dovrà essere formalizzato l’incarico ai progettisti per il progetto definitivo-esecutivo, come prevedono le norme per l’accesso ai fondi statali per la ricostruzione post Vaia. Se l’opera sarà inserita nell’elenco dei finanziamenti nel 2021, entro settembre del prossimo anno bisognerà contrattualizzare l’appalto dei lavori. Si stima di poter inaugurare il nuovo ponte alla fine del 2023, quando scadrà l’ultima proroga del ponte bailey.

Prospettiva

«C’è grande soddisfazione per questo risultato di grande prospettiva per la città», spiega Massaro. «Ci sono due aspetti politici che tengo a sottolineare: da un lato, la grande collaborazione tra Comune e Regione Veneto, che ha portato a un finanziamento regionale che, unito a quello comunale, ha consentito di arrivare alle progettazione. Il secondo aspetto è l’essere riusciti ad abbinare a una progettazione di altissimo livello la riqualificazione dell’asta del Piave. Con questo intervento andiamo a intervenire anche sulla sponda opposta al Parco fluviale, creando le premesse per una riqualificazione del collegamento tra i comuni di Belluno e Limana».

Opera strategica e di minimo impatto. «L’attuale ponte bailey si è rivelato un’importante infrastruttura che, pur nascendo come realtà provvisoria, negli anni ha evidenziato la sua strategicità per la connessione con il Castionese e la sinistra Piave», ha ricordato l’assessore Biagio Giannone. «La necessità di un nuovo ponte sul Piave era un evidente bisogno, che già prima di Vaia avevamo compreso ed evidenziato, richiedendo e ottenendo la proroga al 2023 del ponte bailey proprio in attesa di giungere a questa soluzione».

«Il progetto vincitore ha il pregio di spingersi oltre il disegno del ponte e di coinvolgere la sponda sinistra del Piave in una progettazione paesaggistica molto estesa, ricreando una connessione fisica fondamentale con il fiume, cosa che in destra Piave la presenza dell’argine ha impedito», ha ricordato l’assessore Franco Frison. «Lo skyline del nuovo ponte è elegante e si inserisce nel contesto con il minimo impatto paesaggistico, in modo rispettoso dei luoghi».

Il Comune intende organizzare una mostra dei progetti finalisti nei prossimi mesi, per illustrare alla città anche le altre proposte giunte sul tavolo della commissione.

Funzionalità e rispetto dei luoghi. «In quella zona della città è necessaria un’opera funzionale ma anche rispettosa dell’ambiente», ha aggiunto l’architetto Carlo Erranti, dirigente del Comune e membro della commissione che ha valutato i progetti. «Il ponte andrà ad inserirsi in un contesto ambientale delicato, ma anche storico, vista la presenza del ponte della Vittoria. E questo progetto riesce a dialogare con entrambi».

Il concorso di progettazione è stato organizzato con la collaborazione della Fondazione Architettura Belluno Dolomiti, guidata da Angelo Da Frè, e dell’Ordine degli architetti, presieduto da Fabiola De Battista. «Il ponte a Lambioi rappresenta un’importante porta urbana, e questo progetto riuscirà a essere un punto di riferimento per chi arriva a Belluno ma anche per chi ci vive, aggiungendo valore all’immagine della città», ha concluso la De Battista. «Il nuovo ponte impreziosirà le viste sulla città e sulla particolare morfologia del Piave, rivitalizzando un’intera area dal punto di vista sociale, economico, ma soprattutto quotidiano». —

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