Un hotel a 5 stelle ai piedi della Tofana

Il gruppo Falkensteiner ha presentato il progetto: costerà 45 milioni e dovrebbe essere pronto a fine 2022

CORTINA

«Noi altoatesini che giriamo il mondo, per far capire da dove veniamo, facciamo un solo nome: Cortina. Cortina è il cuore delle Dolomiti è conosciuta ad ogni latitudine e noi abbiamo deciso di investire a Cortina ancora prima della proclamazione dei Giochi Olimpici 2026. Ed abbiamo visto giusto». Otmar Michaeler, Ceo di Fmtg (Falkensteiner Michaeler Tourism Group) ha spiegato così ieri, nel corso di una conferenza stampa online, il progetto del nuovo Falkensteiner Hotel Cortina: un investimento da 45 milioni di euro per un 5 stelle, con 120 camere, apertura prevista per dicembre 2022 su progetto degli studi di architettura G22 di Lana (Alto Adige) e Vudafieri Saverino Partners di Milano. L’area è quella vicina alla stazione di partenza della Tofana – Freccia nel Cielo.


«Siamo in attesa della licenza edilizia, che speriamo di ottenere entro l’estate, così da partire con i lavori la prossima primavera ed aprire nel giro di due anni. Purtroppo in Italia la burocrazia è complicata», ha proseguito, «fra soprintendenza, Vas ed enti vari. Ma siamo fiduciosi». Michaeler parlava da Vienna, dove ha sede il gruppo di cui è socio con i fratelli Falkensteiner, Erich, presidente, e Andreas, membro del Supervisory board.

Una realtà da 175 milioni di euro di fatturato nel 2019, nata nel 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner, i genitori di Erich ed Andreas, inaugurarono una pensione in Val Pusteria, con sette posti letto. Oggi il gruppo conta 31 hotel, in sette paesi (oltre all’Italia, Austria, Croazia, Serbia, Cechia, Slovacchia, Montenegro); con 4.660 camere in hotel e 1.299 in camping, 1,8 milioni di pernottamenti a fine 2019 e 6.583.000 visite annuali al sito web.

«Grazie al nostro sito ed al nostro call center», ha sottolineato il Ceo, «facciamo direttamente oltre metà del fatturato; questo ci consente non solo di risparmiare il 18/20% di commissioni (che su 90 milioni significano 18 milioni di euro), ma anche di avere un rapporto diretto con il cliente. Ed oggi, con l’emergenza da Coronavirus, è questo il canale che è ripartito e che funziona, gli altri segmenti sono ancora fermi, perché è parlando direttamente con il suo hotel che il turista ottiene le rassicurazioni che cerca per una vacanza in tutta sicurezza».

Quanto inciderà l’emergenza Covid-19 sui vostri conti? «Dalla stima iniziale di 180 milioni di euro, pensiamo di dover scendere a fine anno ad un fatturato di gruppo di 110/120 milioni. Gli italiani occupano il terzo posto come pernottamenti, con una percentuale del 10%, dopo l’Austria con il 30% e la Germania che copre il 24%. Gli hotel situati in Italia hanno fatturato circa 30 milioni di euro, ma vogliamo crescere rapidamente. Perché il nostro paese è il posto ideale per fare turismo e oggi, rispetto a venti anni fa, è più conveniente e più redditizio entrare in questo mercato. Oggi conviene soprattutto se si investe nei 5 stelle, per una clientela che, lo stiamo constatando in questi giorni, è meno toccata dalla crisi e quindi è la prima a volere tornare a fare vacanza. Sono convinto che l’Italia, dopo questi mesi di crisi, deve puntare proprio sul turismo per rilanciare la sua economia. Non a caso è sempre la prima destinazione al mondo nei desideri dei viaggiatori». —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi