Maialini legati e fatti a pezzi buttati nel torrente Vajont a Longarone

Li hanno ripescati i vigili del fuoco. Due animali erano stati eviscerati e legati. Altri due sono stati sezionati. Forse lanciati dal ponte tra Dogna e Codissago

LONGARONE

Il mistero dei quattro maialini buttati nel torrente Vajont: due legati ed eviscerati, gli altri due fatti a pezzi e sezionati. Quanto basta per gridare all’horror.


Chi se ne è liberato? Perchè? E perchè solo due di essi sono stati legati e soprattutto eviscerati? E gli altri fatti a pezzi? Se lo sono chiesti veterinari e vigili del fuoco e la polizia municipale di Longarone che sono intervenuti per il recupero.



Sui quattro maiali saranno effettuati anche degli accertamenti di carattere sanitario. Il veterinario dell’Usl ha preso in consegna le carcasse che saranno inviate in laboratorio per alcune analisi: in primo luogo per analizzare l’eventuale presenza di malattie, come per esempio la peste suina che ancora gira per il mondo. Poi, si cercheranno anche i motivi di questo gesto. Quand’anche fossero malati, perchè buttarli in acqua dopo averli ridotti in quella maniera?

Insomma, stranezze alle quali bisognerà trovare una risposta.



Ieri pomeriggio sono arrivati i vigili del fuoco sommozzatori da Venezia per ripescare le quattro carcasse di maialini, ancora piccoli. Si ipotizza che qualcuno li abbia buttati proprio dal ponte tra Dogna e Codissago, dove il torrente crea una vasca molto larga e profonda almeno tre metri.

Ieri mattina un passante ha notato la sagoma di tre figure di animali in fondo alla forra, là sotto il ponte, e ha dato l’allarme. Si pensava a una cosa normale: in un primo momento si riteneva si trattasse di agnelli, così a prima vista, invece una volta sott’acqua, i sommozzatori hanno visto che erano maialini. Le squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Belluno non riuscivano a riportarli a riva: a parte l’acqua profonda, anche le rive del torrente sono molto irte e scoscese in quel punto.

Si è chiesto quindi l’intervento dei colleghi di Venezia che dalle 17 si sono messi al lavoro. Una volta giù, armati di pinne e bombole di ossigeno, si sono resi conto che in realtà c’era da ipotizzare ben altro che un incidente banale, magari un gregge che passando sul ponte avesse perso qualche “pezzo” giù in acqua. Gli animali sono stati quindi recuperati con un sacco e issati a braccia dalle squadre dei vigili del fuoco che seguivano le operazioni dei due colleghi sott’acqua.

Anche gli esperti non riuscivano a spiegarsi il perchè di questo atto. È lapalissiano dire che qualcuno abbia voluto liberarsi degli animali, ma lo stato del ritrovamento apre altri scenari anche un po’ inquietanti.

Ora è tutto nelle mani degli inquirenti e delle autorità sanitarie. —
 

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