Parto a rischio, il papà: «Valuteremo cosa fare perché non si ripeta»

La vicenda del distacco di placenta in Comelico continua a essere al centro del dibattito sulla sanità

COMELICO

«Sebastian comincia a migliorare e questa è la cosa importante. Voglio ringraziare tutti voi per la vicinanza che ci avete dimostrato in questi difficili giorni».


Il papà del bambino nato a Belluno sabato sera con taglio cesareo, dopo il distacco della placenta della mamma, ha affidato ai social una riflessione su quanto è capitato alla sua famiglia.

«Mi avete chiamato a centinaia e non sono riuscito a rispondere a tutti, grazie quindi ad amici, parenti, compagni conoscenti, ma anche ai tanti con cui non ho mai avuto rapporti ma che ugualmente hanno dimostrato interesse per questa vicenda», scrive il neo papà, che poi ringrazia «il personale sanitario, dagli autisti del punto di primo intervento di Auronzo che hanno guidato come pazzi per arrivare in tempo a Belluno e grazie al personale dell’ospedale San Martino e a quello di Padova. I primi hanno preso per i capelli mio figlio, i secondi lo stanno resuscitando».

E non poteva mancare un grazie particolare a due ex amministratrici che da sempre si battono per un’equa sanità in montagna.

«Grazie alle mie amiche Maria Antonia Ciotti e Alessandra Buzzo, che stanno facendo un “casino” su questo tema al posto mio, due grandi amministratrici che se qualcuno in anni non sospetti avesse ascoltato tutto questo sarebbe stato molto meno grave», dice il papà anticipando che quanto è capitato a lui e alla compagna non potrà finire così. «Assieme ai comitati per la salute valuteremo il da farsi tra un po’ di tempo, quando, come spero, la situazione tornerà alla normalità».

Arriva poi l’appello ai bellunesi a «mantenere alta l’attenzione mediatica su questo caso, ora che dai palazzi qualcuno comincia a dare attenzione ai problemi della sanità nelle zone periferiche della provincia. Quel qualcuno dovrà darmi spiegazioni su quel che è successo, ma soprattutto dovrà spiegare ai cittadini del Comelico, del Cadore e dell’Agordino cosa intende fare perché quello che è avvenuto a noi non ricapitai ad altri. Non siamo stati vittime di un caso di malasanità, anzi la sanità veneta ha dimostrato la sua eccellenza, quel che è accaduto è un caso di malapolitica, l’abbandono sanitario delle terre alte è una scelta criminale decisa da Venezia, e a Venezia bisogna chiederne conto».

Intanto la vicenda di questa coppia di comeliani è arrivata anche in Parlamento con il deputato Nicola Fratoianni che ha presentato una interrogazione al ministro della Salute, in cui evidenzia come «tale vicenda dimostra come il diritto alla salute non venga pienamente garantito e tutelato a causa di una evidente insufficienza nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza nel territorio del Cadore». E poi sottolinea: «Non è più rinviabile un intervento che garantisca il pieno adempimento dei livelli essenziali di assistenza a favore dei comuni più periferici. Il ministro cosa intende fare per monitorare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza e potenziare le strutture ospedaliere presenti nei comuni del Comelico?». —

 

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