Scetticismo a Pieve di Cadore «Mancano i pensionati»

Gildo Trevisan: «Al momento occupato il 10% dei posti letto» Maggiore fiducia in Agordino: «Potremmo avere belle sorprese anche all’inizio dell’autunno» 

BELLUNO

«Oggi gli alberghi hanno presenze che non superano il 10% di occupazione dei posti letto, se non in rare circostanze, come può essere l’ospitalità dei lavoratori di imprese». Lo afferma Gildo Trevisan, che a Pieve di Cadore gestisce “Al Pelmo”. «L’assenza che più preoccupa», specifica, «è quella degli ospiti tradizionali di giugno e luglio, le mamme con bambini e le famiglie dei pensionati. Evidentemente il Covid continua a far paura».


La speranza di Trevisan è che da metà luglio si riaffaccino gli stranieri, oltre che i primi lavoratori italiani in ferie. Ma per l’albergatore cadorino c’è una riflessione da farsi: «Perché c’è la corsa agli appartamenti e non agli alberghi che danno comunque le medesime garanzie di sicurezza?».

Dall’altra parte della provincia, a Falcade, Antonella Schena, titolare dell’hotel “Stella alpina” e presidente degli albergatori, ha riaperto già ai primi di giugno. E si dice fiduciosa. «Ci sono presenze nei fine settimana, ma in luglio la situazione dovrebbe cambiare in meglio. Ci sono già delle prenotazioni e il mese di agosto l’abbiamo ormai riempito con le famiglie. Resta l’incognita di settembre. Se farà bel tempo non ci dovrebbero essere problemi a riempire».

Le previsioni sono difficili, perché le prenotazioni arrivano all’ultimo momento. Decisivo è anche il fatto che i meteorologi siano cauti nel dare informazioni su condizioni di maltempo che spesso non si verificano. A sentire tanti albergatori il terrorismo meteorologico fa più danni del Covid.

Le avanguardie dei pullman tedeschi, diretti o di ritorno dal lago di Garda, si affacciano sui passi dolomitici; le consumazioni sono certe, i pernottamenti no. «Comunque in valle c’è animazione con gli italiani», conferma Leandro Grones, sindaco di Livinallongo e albergatore. «Si riconfermano le prenotazioni della clientela affezionata, che magari in un primo tempo aveva disdetto per paura». Grones si dice certo che non solo settembre, ma anche il mese di ottobre riserverà soddisfazioni significative, sempre che la pandemia non si ripresenti con amare sorprese. —

F.D.M.

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