I Mondiali di Cortina “tornano” al 2021? La Fisi è vicina al clamoroso dietrofront

La decisione sul rinvio sarà presa il 2 luglio, ma il nuovo orientamento sarebbe quello di mantenere la data originaria 

CORTINA. I Mondiali di Cortina “ritornano” al 2021. A fine maggio la Federazione italiana degli sport invernali, e con essa gli altri attori coinvolti nell’organizzazione della rassegna iridata, aveva chiesto lo spostamento dei Mondiali di sci alpino al 2022 per avere maggiore sicurezza relativamente all’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

L’orientamento che pare emergere in queste ore, però, va verso il mantenimento della data originaria. Si eviterebbe, dunque, la “sovrapposizione” con le Olimpiadi di Pechino. La decisione definitiva dovrebbe essere comunicata giovedì, 2 luglio, e non l’1 luglio come annunciato a suo tempo.


Quelle appena passate sono state settimane di incontri, discussioni e trattative e anche in queste ore i contatti proseguono.

Tre le ipotesi sul tavolo

Una, la meno accreditata, è che per il 2 luglio non si decida ma si prenda tempo per valutare l’evolversi dell’emergenza, rinviando la decisione ad agosto.

La seconda è che la proposta di rinvio al 2022 (che era stata motivata dall’esigenza di avere garanzia di un evento di altissimo livello, svolto in sicurezza, e per non rischiare una cancellazione sotto data che porterebbe a una perdita economica rilevante) venga accolta.

La terza che la proposta non venga accettata e che dunque i Mondiali rimangano nella loro collocazione originaria, vale a dire dall’8 al 21 febbraio 2021. Come detto, l’orientamento generale pare andare in questa direzione.

Lo confermerebbero anche le parola del presidente Fisi Flavio Roda che ieri, intervenuto a “La Politica nel Pallone” su Rai Gr Parlamento, ha affermato che «la decisione finale sarà presa dal Consiglio della Fis giovedì 2 luglio: noi avevamo chiesto questo spostamento per il problema sanitario, ma di certo non c’è niente. Ora si stanno creando problemi per lo spostamento al 2022: avendo le Olimpiadi di Pechino poco prima, diventa un po’ tutto più complicato. Stiamo rivedendo insieme alla Fis e al comitato organizzatore di Cortina quella che potrebbe essere la cosa migliore, senza trascurare il ritorno al 2021».

A pesare sulla decisione di mantenere la data originaria sarebbe, oltre all’opposizione di qualche nazione, soprattutto la questione dei diritti televisivi, questione peraltro che fin da subito era stata posta come discriminante in vista di un possibile riposizionamento. Per Infront (la società che gestisce la distribuzione dei diritti media a livello internazionale, ndr) non sarebbe conveniente avere due eventi di altissimo livello posti a distanze di poche settimane, Olimpiadi e Mondiali appunto. Troppi infatti gli sponsor che non garantirebbero la copertura prevista, con una perdita di 10 milioni di euro sui 30 previsti. Inevitabile, dunque, il mantenimento del 2021. La Fisi vuole però avere, logicamente, garanzie precise dal punto di vista economico.

Lo ha sottolineato lo stesso Roda, che sempre a Rai Gr Parlamento ha dichiarato: «Non vorremmo subire quello che è successo quest’anno con l’annullamento delle finali di Coppa del Mondo a Cortina per i problemi sanitari».

Il mantenimento del 2021 farebbe felici gli atleti, che hanno accolto storcendo il naso l’ipotesi di Mondiali e Olimpiadi nella stessa stagione. Per quanto riguarda la Fisi, le scorse giornate sono state intense anche per i tre casi di positività al Covid registrate allo Stelvio.

Ieri la federazione ha interrotto anzitempo il raduno delle nazionali. «Si tratta di una misura precauzionale aggiuntiva che la Federazione ha deciso di prendere per una maggiore cautela dei propri atleti e tecnici. Tutta la delegazione Fisi è in salute, nessuno evidenzia neppure oggi nessun tipo di sintomo», si legge in una nota. —
 

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