La Valbelluna piange il dottor Angelo Rossi

È stato medico di famiglia a Lentiai per 39 anni. Nel 1977 fu nominato cavaliere, oggi alle 16.30 il funerale

BORGO VALBELLUNA. Per quasi 40 anni è stato il medico del paese, e che medico! La Valbelluna piange il dottor Angelo Rossi, mancato domenica nella sua abitazione. Avrebbe compiuto 94 anni a fine luglio: un’istituzione, dopo anni e anni di professione a Lentiai e incarichi a vari livelli. Da tempo aveva passato il testimone ai suoi figli Gianpaolo (pro rettore dell’Università di Padova) e Alberto .

Angelo Rossi era nato in provincia di Piacenza il 27 luglio 1926. Nel 1951 si laureò all’università di Padova e iniziò il suo percorso professionale all’ospedale di Belluno.


«È stato medico a Lentiai dal 1957 al 1996, quando è andato in pensione», ricorda il figlio Alberto, «prima aveva lavorato in pediatria a Belluno con il prof. Dardani. Quindi è stato anche medico di distretto a Mel, quando è nato il distretto, e ha continuato come medico di famiglia dopo la riforma del 1978».

Sei anni dopo la laurea vince il concorso per la “condotta” di Lentiai, che durerà per ben 39 anni, fino al 27 luglio 1996, giorno in cui festeggerà compleanno e pensione.

Un arco di vita nel quale la professione medica si intreccia con la vita sociale: non solo la famiglia, con la moglie Miriana e i figli Gianpaolo e Alberto, ma anche associazioni e realtà della comunità. Ricoprì molti ruoli tra i quali presidente della casa di riposo Mione e presidente della squadra di calcio.

Un impegno che verrà riconosciuto dalla società civile con onoreficenze e messaggi: una su tutte, la nomina di cavaliere della Repubblica, nell’allora 1977, firmata dal presidente Leone e da Andreotti. Quattro anni prima un ringraziamento, con scambio di auguri, dal Patriarca di Venezia, il futuro Papa del sorriso Albino Luciani. Poi, attestazioni di stima e saluti che rappresentanti di enti sanitari e sindaci gli testimonieranno alla notizia della pensione.

«Burbero ma sempre disponibile», motiverà il suo premio la Pro loco di Lentiai; «una straordinaria umanità» sottolinearono gli Alpini (non a caso Rossi devolse il premio all’Auser). L’ultimo saluto oggi alle 16,30 nell’arcipretale di Lentiai. 
 

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