Farina integrale e pomodoro “no cap”: ecco la pizza di Sekou al rifugio Carducci

Il giovane arrivato su un barcone e poi preso sotto l’ala da Bepi Monti aggiunge un’altra qualifica a quella di panettiere 

LA STORIA

Impasto con farina integrale, passata di pomodoro “no cap” e formaggio di Sesto: sono questi gli ingredienti della “Sekou’s pizza”. La pizza di Sekou, per tanti ma non per tutti, come recitava una famosa pubblicità, visto che per mangiarla è necessario raggiungere il rifugio Carducci in alta val Giralba, a quota 2297 metri. La strana estate post coronavirus ha fatto registrare una gustosa novità nel menu del Carducci: merito di Sekou Samateh, oggi diciannovenne, migrante gambiano giunto con un barcone a Lampedusa per poi risalire l’intero stivale fino a raggiungere Auronzo. Sekou al rifugio Carducci è un “tuttofare” ma la sua passione è fare il pane.


Come nasce questa tua vocazione?

«Ho lavorato come panettiere nel mio paese natale, Damphakuda, nella provincia di Basé. Mi è sempre piaciuto fare il pane, utilizzo vari ingredienti: dalla farina integrale ai cereali. Ultimamente ho sperimentato anche il pane nero» .

L’esperienza al Carducci è iniziata nell’aprile del 2019: quali circostanze ti hanno portato lassù?

«Quando sono arrivato nel Bellunese ho iniziato a lavorare al rifugio Auronzo dove ho conosciuto Alessio (Parrinello, poi diventato socio di Bepi Monti nella gestione del Carducci, ndr). È stato lui a propormi di seguirlo al Carducci. Non ci ho pensato due volte, sono felicissimo di essere qui insieme a lui e a Bepi. Quando sono arrivato per la prima volta al Carducci fuori c’erano due metri di neve. La prima cosa che ho fatto è stato spalare la neve, altro che panettiere o lavapiatti».

Col passare del tempo hai preso confidenza con la cucina fino a diventare un affermato panettiere.

«Mi piace stare in cucina, dopo il pane ho iniziato a sperimentare la pizza che prima non avevo mai fatto. Il prossimo step potrebbero essere fare i dolci ma al momento devo preoccuparmi di dare una mano dove serve sennò poi Bepi chi lo sente (e ride...)».

Pizza speciale ad alta quota che da poche ore ha anche un nome...

«Dopo un summit serale con Bepi ed Alessio, una volta mangiata, abbiamo deciso di chiamarla la pizza di Sekou con un’accezione internazionale: Sekou’s pizza».

La passata di pomodoro utilizzata è “no cap” , acquistata direttamente dalla filiera che combatte lo sfruttamento del lavoro nei campi che coinvolge soprattutto extracomunitari africani come Sekou. Il rifugio Carducci ha sposato la causa di Good Land, una start up che promuove la vendita di passata di pomodoro etica oltre che biologica. Panettiere e pizzaiolo, ma anche appassionato di montagna con una curiosità dell’ultima ora raccontata dal diretto interessato.

«Qualche sera fa, insieme ad Alessio e Bepi, sono andato a recuperare un gruppo di escursionisti tedeschi in difficoltà nell’ultimo tratto della ferrata Cengia Gabriella che conduce al rifugio. Abbiamo portato giù gli zaini delle persone più anziane. La montagna è stato un colpo di fulmine per me che non l’avevo mai vista prima. Quando non lavoro vado a camminare. A volte mi tocca convincere altri a venire insieme a me. Ad Auronzo mi trovo benissimo e poi qui al rifugio mi diverto molto».

Sekou ce l’ha un sogno nel cassetto?

«No, il mio sogno è solo stare bene, insieme a persone che mi vogliono bene». —


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