Tuffi vietati nel lago: multati quattro turisti

La situazione di altri due è in valutazione. Dopo l’incidente a un giovane, il sindaco ha vietato di buttarsi da rocce e ponti

ARSIE'

Un tuffo dove l’acqua è più blu. Con multa. Due giovani padovani e due trevigiani sono stati sanzionati dai carabinieri, dopo essersi tuffati nelle acque del lago di Arsiè, domenica. Altri due sono sono “sospesi”: situazione da valutare, in quanto si stanno effettuando accertamenti, essendo stati indicati e non visti direttamente dalle pattuglie che operavano.

Da qualche giorno, dal 3 luglio precisamente, tuffarsi nel lago è vietato: vige l’ordinanza del sindaco Luca Strapazzon, emessa per evitare incidenti come quello di qualche domenica fa: allora era finito ricoverato in ospedale un giovane turista che si era buttato dal ponte di Rocca. In quella occasione dovettero intervenire i vigili del fuoco con le squadre d’acqua, oltre ai sanitari in elicottero e ai carabinieri stessi, per il recupero del giovane che era stato portato all’ospedale.

L’amministrazione comunale ha inteso dunque stroncare sul nascere di questa estate post Covid, ogni possibile idea simile possa venire in testa ai turisti: l’ordinanza vieta a chiare lettere fino al 30 settembre di quest’anno, di effettuare tuffi dai ponti situati a Rocca e in generale sul lago di Arsiè, ma è anche vietato buttarsi in acqua dalle sporgenze rocciose che si affacciano sul lago. Pena: multe da 25 a 500 euro. Quelle che si vedranno affibbiare sicuramente i quattro ragazzi già beccati, mentre si vedrà nel caso dei due segnalati.

I carabinieri della zona, dunque, domenica e in generale nel weekend appena passato, hanno effettuato dei pattugliamenti per verificare il rispetto dell’ordinanza comunale. Non solo con i colori dell’Arma: i militari erano in servizio, ma qualche pattugliamento è stato effettuato anche in abiti borghesi. E proprio in questi frangenti i militari hanno fermato i quattro turisti che stavano rinfrescandosi con lanci non permessi.

I ragazzi erano approdati sulle acque del lago per una domenica di “spiaggia” in un luogo fresco, considerata la calura: probabilmente non erano neanche a conoscenza dell’ordinanza che vieta i tuffi. Di fatto sono stati identificati e saranno raggiunti dal verbale.

Il servizio preventivo dei carabinieri della Compagnia di Feltre diretta dal capitano Innelli, mira anche ad altro, non solo al controllo dell’ordinanza sindacale sui tuffi. In albo pretorio comunale c’è, infatti, anche quella che vieta il pernotto in campeggio libero: si può dormire sotto una tenda solamente nei camping riconosciuti. Considerati poi i flussi di questo periodo post Covid, uno degli obiettivi dei servizi dell’Arma è anche quello di evitare furti sulle auto dei turisti in sosta ed episodi di microcriminalità in genere, oltre al rispetto delle ordinanze anti Covid. —


 

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