Mancano 15 presidi, 94 bidelli e 30 amministrativi: scuola in crisi

Centocinquanta posti vacanti nel Bellunese, a causa di pensionamenti e quota 100

BELLUNO

Novantaquattro collaboratori scolastici, 20 assistenti tecnici, 14 assistenti amministrativi, 19 direttori generali, due cuochi e un infermiere. Sono 150 i posti vacanti in provincia di Belluno del personale tecnico e amministrativo della scuola. Un numero che secondo i sindacati non si era mai visto e che in gran parte è dovuto ai pensionamenti e alla famosa Quota 100 che ha contribuito a svuotare il mondo della scuola in particolare.


«Siamo di fronte ad un numero abbastanza elevato, superiore anche allo scorso anno, sia per quanto riguarda i collaboratori scolastici che sui direttori generali amministrativi. Tutto dipenderà nel primo caso da quante persone l’Ufficio scolastico regionale deciderà di immettere in ruolo anche perchè le graduatorie sono abbastanza piene, mentre nel secondo da quanto finiranno le prove concorsuali», precisa Walter Guastella della Flc Cgil. Che aggiunge: «Ho l’impressione che qualora le prove finiscano in tempo per il prossimo anno, la provincia di Belluno resterà comunque sguarnita perché il concorso è regionale e il numero di coloro che hanno superato la prova scritta sono inferiori alle carenze. Inoltre, la nostra provincia non è ambita e al di là delle tre bellunesi che hanno superato la prova scritta, gli altri dubito che sceglieranno questo territorio per lavorare. Quindi, bene che vada, almeno una quindicina di posti per direttori generali amministrativi rimarranno sguarniti, il che significa che anche quest’anno avremo una serie di reggenze con tutte le problematiche che a questo si legano».

Sulla questione collaboratori scolastici però i sindacati evidenziano un’altra problematica: Noi stiamo ragionando con i numeri che per quanto possano risultare eccessivi sono riconducibili ad una situazione scolastica che il prossimo anno non sarà normale», dicono Guastella e Lorella Benvegnù della Cisl Scuola, «perché per garantire il distanziamento sociale sarà necessario comunque avere più classi e meno numerose e quindi servono più spazi che devono essere controllati e igienizzati dal personale. Quindi non è pensabile che gli stessi bidelli dello scorso anno possano gestire spazi raddoppiati. Ne serve almeno il 30% in più rispetto all’organico di diritto».

Ma i sindacati si dicono preoccupati dal fatto che dal ministero dell’Istruzione non sia arrivata ad oggi una parola sull’adeguamento delle assunzioni alle nuove esigenze.

Presidi

C’è poi la questione dei dirigenti scolastici: un problema annoso per il Bellunese. Ad oggi mancano 15 presidi soprattutto concentrati negli istituti comprensivi di Agordo, Cortina, di Belluno, Sedico, Quero Vas, Fonzaso e Lamon, Auronzo, Pieve di Cadore, Cesiomaggiore, Puos d’Alpago, Santa Giustina, insieme con l’istituto omnicomprensivo Valboite e l’istituto superiore Follador. «Un numero così elevato non potrà essere coperto dai nostri presidi che restano sul campo, e quindi si dovrà ricorrere alle reggenze di chi viene fuori provincia», dice Guastella che conclude evidenziando che «la situazione è esplosiva: tra presidenze libere, bidelli e amministrativi che mancano la scuola sarà di difficile gestione il prossimo anno». —

 

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