Grazie degli alpini di Salce al personale sanitario impegnato nell’emergenza

Decine di dipendenti hanno potuto gustare il pastin del gruppo di Colbertaldo: «Hanno dimostrato grandissima professionalità» 

BELLUNO

«Un grazie non costa nulla, ma vale tantissimo»; e se ha la forma e il profumo di un panino col pastin è ancora meglio.


È piaciuta davvero a tutti l’iniziativa del gruppo alpini di Salce, che ieri ha organizzato una vera e propria festa con tanto di griglie e frigoriferi nel grazioso parco dell’ospedale San Martino per ringraziare di cuore l’opera del personale dell’Usl, impegnato nel contrasto del Covid durante i lunghi mesi più duri dell’emergenza sanitaria.

All’ombra degli alberi sono state decine e decine i dipendenti dell’ospedale che, a seconda dei turni, si sono avvicinati per gustare il premio offerto dagli alpini e fare quattro chiacchere con chi, in tutti questi mesi, è stato al loro fianco nella gestione dell’emergenza.

«La giornata è stata molto bella dal punto di vista del clima e anche i riscontri che ci sono arrivati da più parti sono stati positivi, sia in termini di afflusso che di giudizio da parte delle persone», commenta con soddisfazione il capogruppo degli alpini di Salce, Cesare Colbertaldo, «pensiamo che un grazie non costi nulla, ma che valga sempre tantissimo e ci sembrava un atto dovuto nei confronti di persone che hanno dimostrato un’enorme umanità oltre alla professionalità. Per questo, dopo le donazioni in denaro fatte in passato in favore del reparto di pediatria e dell’ospedale di Feltre, ci è venuto spontaneo organizzare anche qualcosa di genuino e nel nostro stile, come può essere una piccola festa del pastin».

Fin dallo scoppio ufficiale della pandemia, i volontari del gruppo, assieme agli altri che compongono il nucleo della Protezione civile della sezione Ana di Belluno, si sono messi a disposizione per provare ad alleggerire il carico di lavoro del personale ospedaliero.

«La nostra “mission” è quella di restare sempre al fianco dei giovani e della sanità», continua Colbertaldo, «chiaramente non abbiamo grandi professionalità nel settore, ma abbiamo cercato di dare una mano come potevamo e siamo contenti di aver fatto la nostra parte».

Passando ai numeri della giornata di ieri, il gruppo ha portato in ospedale pastin per ben 700 persone, per assicurarsi che ognuno potesse riceverne.

«Ringraziamo la ditta che ci ha offerto la materia prima», conclude Colbertaldo, «e anche l’Usl, che ci ha messo a disposizione lo spazio, accogliendo con grande favore la nostra piccola iniziativa».

Tra quelli che si sono offerti subito volontari per affiancare il personale ospedaliero c’era l’alpino Ivano Fant, che per tutto il periodo di attività ha mantenuto operative le tende pneumatiche all’esterno della struttura.

«Venezia ci chiedeva ogni giorno lo stato delle tende e io, assieme a Roberto De Min, ci siamo occupati di effettuare i controlli alla mattina e alla sera, oltre alla manutenzione giornaliera per assicurarne il funzionamento», spiega Fant, «tutti i volontari hanno dato il massimo, sia nella gestione degli accessi, che nel servizio di segreteria al centralino per verificare lo stato di salute dei positivi in isolamento. La situazione all’inizio era abbastanza preoccupante, ma lo spirito alpino e della Protezione civile ci spinge a fare quello che serve senza badare troppo ai rischi», conclude Fant, «certo è stata un’esperienza molto forte, veder arrivare le ambulanze con i malati era molto triste e siamo stati felici di aiutare, da manovali, i medici e gli infermieri che stavano in prima linea». —


 

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