Feltreghiaccio non riconsegna le chiavi al Comune: «Prima attendiamo la stima del perito»

Ieri le parti si sono ritrovati davanti al giudice che si è preso qualche giorno per esaminare le carte e prendere una decisione 

FELTRE

Scontro totale sul palaghiaccio tra il Comune e la cooperativa Feltreghiaccio, che ha deciso di non riconsegnare le chiavi dell’impianto, finché non sarà pronta la stima del perito del tribunale in merito ai soldi spesi in più di trent’anni di gestione per migliorare la struttura. Dopo aver già presentato ricorso al tribunale di Belluno per vedersi riconosciuti gli investimenti fatti, la società ha inoltrato un secondo ricorso con il quale viene chiesto il mantenimento del possesso dell’immobile nelle more della definizione della controversia, motivato dal timore di un possibile deterioramento dei beni e delle migliorie oggetto del ricorso stesso.


Sullo sfondo però, c’è l’aspettativa dei nuovi gestori della Cooperativa Elementa di prendere in mano la struttura il prima possibile e la questione si complica ulteriormente pensando all’avvio ormai imminente di un’importante serie di interventi strutturali e funzionali sull’edificio, dal consolidamento del tetto, al rifacimento dell’impianto di illuminazione, all’integrazione delle vie d’uscita. Ieri le parti si sono ritrovate davanti al giudice ma non si è trovata una soluzione. Il Comune ha reiterato la richiesta per avere le chiavi dello stadio, la cooperativa ha chiesto al giudice di prorogare il termine. Lo stesso giudice si è preso qualche giorno per studiare le carte e prendere una decisione.

Con un investimento complessivo da 2 milioni di euro dei Fondi di confine, la volontà è di fare del palaghiaccio sempre più un polo aggregativo e multifunzionale di caratura regionale e interregionale, in grado di accreditarsi come la casa degli sport del ghiaccio, ma anche di molte manifestazioni estive a servizio della città e del suo ruolo turistico e sportivo.

L’intenzione dichiarata della cooperativa Feltreghiaccio è quella di non ostacolare l’apertura del cantiere, ma si può immaginare che ci siano degli aspetti dai lavori da concordare tra Comune, impresa e nuovi gestori, quindi la partita rischia di bloccarsi.

Il braccio di ferro legale tra Feltreghiaccio e Comune si fa sempre più teso e con l’ultimo episodio si può aggiornare la vicenda, aperta il 30 marzo quando è pervenuto al protocollo comunale il primo ricorso. La cooperativa ha intrapreso la via giudiziaria per ottenere una valutazione complessiva degli investimenti fatti negli anni e il Comune si è costituito in giudizio (non poteva non farlo) affidando l’incarico all’avvocato Stefano Rossi per tutelare i propri interessi e le proprie ragioni. Va sottolineato che non è stata contestata l’aggiudicazione del nuovo contratto di gestione dello stadio Drio le rive, per cui la procedura tecnico-concorsuale è proseguita per la sua strada, fino all’ufficializzazione dell’affidamento alla cooperativa Elementa, la cui offerta era stata l’unica ammessa alla gara.

Perciò il Comune ha convocato i precedenti gestori per la riconsegna dell’immobile, fissando l’incontro il 26 giugno, ma la cooperativa Feltreghiaccio non si è presentata e pochi giorni dopo – in data primo luglio – è stato acquisito al protocollo comunale l’ulteriore ricorso. Nel frattempo, c’è stato nei giorni scorsi il sopralluogo del Ctu (il consulente tecnico d’ufficio) incaricato dal tribunale per fare la fotografia della situazione e ieri si è tenuta la prima udienza, ma le parti sono ferme nelle loro posizioni. Il Comune ha reiterato la richiesta di consegna delle chiavi e la Feltreghiaccio chiede di aspettare i tempi giudiziari della chiusura del ricorso. —

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