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Appalto del gas: Finanza nei Comuni di Belluno e Feltre e al Bim

La procura indaga sulla concessione all’Italgas finita in un mare di polemiche e ricorsi al Tribunale amministrativo

BELLUNO

Appalto del gas: la guardia di Finanza negli uffici dei Comuni di Belluno e Feltre e al Consorzio Bim Piave per l’acquisizione dei documenti della gara conclusasi qualche mese fa. Li ha spediti la procura della Repubblica di Belluno, i finanzieri negli uffici municipali delle due città e in quelli del Bim: il procuratore Paolo Luca s’è “incuriosito” non poco a leggere dell’appalto vinto da Italgas, della guerra di ricorsi al Tar (di Belluno e Feltre), di revoca dei Comuni dell’incarico a quello di Belluno (stazione appaltante), di ricorsi della ditta perdente (Ap reti gas spa), del Consorzio Bim che addirittura paga al Comune di Feltre le spese legali del suo ricorso al Tar. Senza contare che il Comune di Feltre ricorre contro l’appalto vinto oggi da Italgas, società che però gestisce il servizio gas metano proprio sul suo territorio.

Insomma, per la procura ci sono abbastanza questioni e conflitti di interesse da offuscare l’orizzonte di un fondamentale servizio per la comunità. Un appalto, il più grande negli ultimi anni in provincia, da 90 milioni per la rete di distribuzione del gas naturale che dovrà servire migliaia e migliaia di utenze in provincia, con relativa remunerazione del gestore in bolletta per i prossimi decenni. La guerra tra Comuni, già approdata davanti al Tribunale amministrativo veneto, avrà anche uno strascico penale, essendo finita sul tavolo della magistratura.

Così ieri mattina i finanzieri del Nucleo polizia economico- finanziaria della Gdf di Belluno, si sono presentati alla porta degli uffici di Palazzo Rosso e del municipio di Feltre a chiedere tutti gli atti della gara di appalto.

Una pattuglia di Fiamme Gialle anche nella sede del Consorzio Bim Piave che riunisce tutti i comuni. Richiesta di documenti, quella della procura: delibere, procedura per l’arrivo alla concessione definitiva, buste e aggiudicazioni.

Per il momento il fascicolo è solo un cosiddetto modello 45: cioè atti di indagini preliminari, non c’è notizia di reato. Non c’è infatti una ipotesi di reato specifica, non si è ancora contestato nulla e non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Alla luce dell’esame dei documenti acquisiti si deciderà se ci saranno elementi tali da dover iscrivere qualcuno.

«La procura ha seguito dall’esterno l’evoluzione di questa procedura» spiega il procuratore Paolo Luca che smentisce l’esistenza di un esposto che abbia mosso gli inquirenti nella promozione di queste acquisizioni di documenti a raffica negli enti interessati. Analogamente non ci sarebbe stata acquisizione nelle sedi delle ditte interessate.

I finanzieri ieri sono tornati al comando provinciale con qualche scatolone di documentazione: il resto andranno a prenderlo alla “stazione appaltante” tra oggi e domani. Faldoni e faldoni lievitati nel corso degli anni: ci vuole qualche giorno a prepararli.

L’appalto per la distribuzione di gas naturale era stato vinto dalla Italgas giusto un mese fa, ma la seconda società classificatasi, la Ap Reti Gas spa (del gruppo Ascopiave), ha contestato il risultato al punto da ricorrere al Tar. Italgas con quella aggiudicazione è diventata il nuovo gestore e proprietario delle reti del gas in provincia, sbaragliando gli altri quattro partecipanti: aveva ottenuto un punteggio complessivo di 94,20/100. Seconda Ap Reti gas Spa (Ascopiave), con un punteggio di 88,18/100. Al terzo posto 2I Reti gas Spa (87,50), all’ultimo Erogasmet (14,68). Ma il rischio è che sia tutto da rifare. —
 

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