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Bacino artificiale e biotopo: grattacapo per Gosaldo

La zona naturalistica con specie rare è interessata dal previsto laghetto. Dalle Feste rassicura: «Il progetto segue una strada, l’area umida un’altra»

Gianni Santomaso
1 minuto di lettura

GOSALDO

Salvaguardare e valorizzare l’esistenza di un biotopo molto significativo da un lato, garantire la realizzazione del bacino artificiale funzionale alle piste da sci gestite da Desma dall’altro.

Sono i due obiettivi che il Comune di Gosaldo dovrà far coesistere venendo a capo della questione sollevata dal proprietario del sito su cui insiste il progetto presentato dal Comune di Gosaldo a valere sui fondi di area vasta (circa 900 mila euro), ma su cui è presente un ambiente umido in cui vivono vari organismi vegetali (un biotopo appunto) noto agli esperti e agli appassionati di botanica.

Il bacino che dovrebbe avere una capienza di circa 10 mila metri cubi è da tempo richiesto da Desma, la società che da qualche anno ha preso in gestione, dando loro nuova linfa, gli impianti di Forcella Aurine: il bacino è ritenuto imprescindibile per permettere più agevolmente e con minori costi l’innevamento artificiale. Non solo: la presenza di un laghetto è considerata utile anche in caso di incendio e come incentivo turistico per l’estate anche se non è prevista la balneazione.

Quando è stato redatto il progetto, tuttavia, forse non si è tenuto conto che lì, a monte della strada forestale che dal bar procede in direzione Sant’Andrea, è presente un biotopo che gli esperti considerano estremamente interessante e ricco di esemplari rari. Le caratteristiche sono state spiegate in una relazione che il privato ha commissionato a una professionista e che è stata inviata anche in Provincia (l’Arpav al momento non è stata interessata della questione). Peculiarità principale del biotopo di Forcella Aurine è l’umidità e la presenza di specie che qui hanno la loro unica dimora in Agordino, come il trifoglio fibrino. Con esso ci sono anche la Rhyncospora Alba, la Viola Palustris, la Primula Farinosa, la Pinguicula Vulgaris, la carnivora Drosera Rotundifolia. In totale circa una trentina di piante palustri che ne fanno uno dei biotopi più ricchi della zona. Come si uscirà dall’impasse non si sa.

«Il bacino andrà per una strada», dice il sindaco Giocondo Dalle Feste, «il biotopo per un’altra». La Provincia ha ricevuto sia gli incartamenti del progetto che la relazione sul biotopo e ha chiesto al Comune integrazioni che, però, non riguardano il biotopo. Sarà il Comune a dover decidere se tener conto della presenza di quest’ultimo o meno.

Lunedì mattina, comunque, dovrebbe svolgersi un incontro/sopralluogo per valutare le soluzioni, compresa quella, suggerita da chi ritiene importante salvaguardare il biotopo, di spostare il bacino d’acqua più a valle vicino al bosco. La presenza del biotopo nei pressi del laghetto potrebbe costituire un’ulteriore attrattiva per la zona. —


 

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