Più turisti rispetto al ferragosto 2019: funziona la promozione della Dmo

Alessandra Magagnin: «La montagna tira, noi siamo andati in televisione quasi ogni giorno e gli effetti si vedono»

Belluno

Il Ferragosto 2020 raggiungerà numeri migliori di quello del 2019. Per avere dati precisi bisognerà aspettare almeno settembre, ma dalle informazioni raccolte dalla Dmo Dolomiti sembra proprio che l’estate più assurda del secolo possa riservare qualche sorpresa piacevole per gli operatori turistici bellunesi.


«Sono settimane di lavoro molto intenso per tutti», spiega Alessandra Magagnin, amministratore unico della Dmo Dolomiti e gestore del rifugio Pranolz, «e la sensazione è che ci sia più movimento del solito. Per la maggior parte dei casi si tratta di prenotazioni fatte all’ultimo momento, ma pare proprio che fino al termine del mese di agosto il turismo sarà parecchio vivace».



Complice il caldo afoso della pianura e l’idea che la montagna sia più sicura contro il Covid, la gente sta dimostrando di preferire la montagna al mare: «Qui siamo molto legati al tempo», prosegue Magagnin, «che è sempre un po’ variabile, ma le previsioni ci dicono che avremo un periodo di belle giornate. Non si esclude qualche scroscio, ma non ci saranno le lunghe giornate di pioggia che rovinano le vacanze. Speriamo anche che le App meteo non diffondano previsioni negative, perché l’effetto sulle presenze si vede subito, anche quando in realtà poi c’è il sole. Il lavoro è soprattutto giornaliero e per questo il meteo è fondamentale».



Nonostante i giornalieri siano la maggioranza, i soggiorni più lunghi non mancano: «Il mercato italiano è quello assolutamente prevalente e si ferma un po’ meno. Ma ci sono anche stranieri e loro fanno soggiorni più lunghi, privilegiando l’alloggio in appartamento. Nella parte alta della provincia gli stranieri mancano quasi del tutto, ma si recupera con gli italiani. In linea generale i numeri ci stanno dicendo che il 2020 si sta assestando in linea con il 2019, ma i giornalieri sono più dell’anno scorso e questo ci fa tantissimo piacere».

A chi si stupisce di questo dato, la Dmo Dolomiti risponde spiegando come ci si è arrivati: «La montagna tira e noi, come Dmo, siamo andati in televisione quasi ogni giorno con trasmissioni di tutti i tipi. L’effetto si vede subito: il giorno dopo la trasmissione sui Brent de l’Art, in quel sito sono arrivate 300 macchine. In Pian di Coltura, per la fioritura dei narcisi, c’erano addirittura 900 macchine. La sensazione è che quest’anno la gente stia davvero apprezzando la montagna e anche la media montagna come le Prealpi, l’unico problema è che gli italiani hanno ferie quasi solo in agosto e quest’anno gli stranieri fanno fatica a muoversi».



Se si riporta la pellicola indietro di qualche mese, prima dell’arrivo della pandemia, è più facile osservare gli effetti dell’incessante promozione messa in atto da Dmo Dolomiti: «Tra gennaio e febbraio», spiega ancora Magagnin, «abbiamo registrato 100 mila presenze in più. Un numero pazzesco, che credo sia il frutto della enorme promozione che abbiamo fatto in tutta Europa e anche oltre negli ultimi due anni. I numeri di inizio anno, e anche quello che stiamo vedendo in queste settimane, dimostrano che abbiamo lavorato nella direzione giusta».

«Anche in Valbelluna, che in passato soffriva per il maggiore appeal delle Dolomiti, si sono visti numeri senza precedenti con un più 40% di presenze di stranieri», continua Magagnin. «Sono dati reali perché rilevati dalla tassa di soggiorno, che per altro non tutti i Comuni hanno introdotto. Per questo motivo abbiamo chiesto che tutti la applichino, in modo da avere risorse da investire in materiale promozionale e informativo e negli workshop. La parte bassa della provincia offre sport adrenalinici che in questo momento sono quelli che tirano di più, anche più dello sci. Lo sci non è più la cosa più richiesta, anzi, e questa provincia offre tutto quello che il mercato può desiderare con panorami unici e inimitabili».



Nonostante il Covid rimanga un freno a mano tirato per il turismo, questo può essere il momento per dare un’ulteriore spinta, secondo Magagnin. «Nel periodo del lockdown, pensando a nuove strategie e necessità, abbiamo chiesto due cose: la prima è che i 12 Consorzi diventino delle vere e proprie braccia operative della Dmo, creando degli educational per giornalisti di settore, sui quali noi come Dmo poi faremo la parte di cappello provinciale in una sorta di task force promozionale coordinata da noi ma dove ognuno fa la sua parte».

«La seconda cosa che abbiamo chiesto», aggiunge, «è che vengano realizzate delle serate Italia, cioè degli workshop tra settembre e ottobre con gli operatori specializzati. Dovevano essere fatte in primavera, ma è saltato tutto e per quanto riguarda gli stranieri bisognerà aspettare, perché anche le Fiere stanno tutte slittando all’anno prossimo».

Il bilancio provvisorio di Dmo Dolomiti, dunque è positivo e ottimistico per il futuro: «In due anni abbiamo costruito buone basi e un’ottima collaborazione con i Consorzi. Il nostro è un territorio vasto, che offre di tutto, compresa un’ottima cultura culinaria con ristoranti e aziende agricole di altissimo livello», conclude Alessandra Magagnin. «Appena la situazione si normalizzerà, credo che ci siano ottime prospettive: la gente cerca posti come il nostro e rispetto all’Europa ci troviamo in posizione centrale e facilmente raggiungibile». —



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