Un turista su due saluta le Dolomiti «E all’orizzonte poche prenotazioni»

Svanisce il sogno: il boom di Ferragosto non avrà un seguito Tutti d’accordo: «Quest’anno sono mancati gli stranieri»

CORTINA

Prima l’assalto, come mai si era visto in passato, e ieri, in poche ore, la “grande fuga”. Un villeggiante su due ha lasciato le Dolomiti. Uno ogni tre nelle location più attrattive, come Cortina. Con grandi rimpianti, perché la settimana dopo ferragosto aveva moltiplicato le presenze, sia dei pendolari, ma anche degli stanziali. Con gli alberghi finalmente da “tutto esaurito” e gli impianti di risalita che in qualche caso registravano il 40, addirittura il 50% in più di passaggi. Quando, però, già ieri mattina Walter De Cassan, con l’albergo sulla strada del Falzarego, ad Andraz, s’è visto passare davanti tutte quelle auto di vacanzieri, ha confidato ai suoi: «Questo è il tracollo». De Cassan è il presidente provinciale di Federalberghi e di settimana in settimana ha segnato il trend delle prenotazioni negli esercizi del Bellunese: «La speranza è andata crescendo. Speravamo che le due settimane di ferragosto avessero un seguito. Invece andiamo a chiudere il mese con la medesima quota di presenze d’inizio agosto. Per settembre non abbiamo prenotazioni; speriamo che siano confermate quelle arrivate ancora ad inizio d’anno».


A Cortina c’è un po’ più di fiducia: «Fino alla prima settimana di settembre gli alberghi più grandi terranno aperto», spiega Roberta Alverà, presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina. «Poi continueranno probabilmente quelli più piccoli, a dimensione familiare».

La settimana antecedente Ferragosto la copertura negli esercizi alberghieri era poco oltre il 90%, in quella appena trascorsa c’è stato il boom, cioè il tutto esaurito. A mancare sono soprattutto gli stranieri che, guarda caso, continuano purtroppo a disdettare le prenotazioni per settembre, soprattutto a causa della carenza di voli. «A causa del Covid», sottolinea Alverà, «è venuta meno tutta una serie di manifestazioni sportive e culturali. È stata cancellata anche la Festa delle bande, che nell’ultima settimana del mese portava di solito numerosi appassionati. Non ci resta che sperare che il Covid ci risparmi da nuovi focolai».

Ad Auronzo c’è invece un’incoraggiante effervescenza: è arrivata la Lazio. Numerosi i tifosi che sono ritornati in riva al Lago di Santa Caterina per stare vicini alla loro squadra. «È una presenza», ammette Marzio Diana, titolare dell’omonimo albergo, «che ci permette di chiudere con un sospiro di sollievo il mese di agosto. Infatti, anche per questa settimana, possiamo contare su presenze soddisfacenti».

Ad Auronzo, dal punto di vista dell’accoglienza alberghiera, è andata indubbiamente meglio delle previsioni di maggio e giugno che erano completamente nere. E la situazione nei rifugi? «Il bilancio, per quanto riguarda le presenze italiane, è positivo», spiega Mario Fiorentini, gestore del “Città di Fiume” e coordinatore dell’associazione Agrav. «Sono mancate, però, quelle straniere, che garantivano la maggior parte dei pernottamenti, specie nei rifugi lungo le alte vie».

Manca ancora un mese alla conclusione della stagione in quota. Fiorentini è fiducioso, sempre che – afferma – il tempo non faccia i capricci. Minella, a capo degli impiantisti, incrocia anche lui le dita. «Poteva andar peggio», sospira. «Gli italiani hanno sostituito dignitosamente, anche se non completamente, gli stranieri e proprio per questo hanno accontentato un po’ tutti i territori, anche quelli sconosciuti alla clientela d’oltralpe. Per questo parlo di ferragosto democratica». Quanto alle famose code alle funivie, il presidente dell’Anef sospira: «Per fortuna che ci sono state, vuol dire che sono state osservate le prescrizioni anticovid, compresi il distanziamento e la mascherina». —



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