Scatta l’allarme a Peaio griglia colma sul Rudan

Si è temuto di dover sgomberare le abitazioni a valle L’area è stata sorvegliata con i riflettori per tutta la nottata

vodo

Torna la paura a Peaio, frazione di Vodo. Alle 16 circa, ieri è scattato il nuovo sistema di allarme consegnato dalla Regione a inizio estate.


Tre cavi dei sette posizionati lungo il torrente Rudan, alle pendici dell’Antelao, sono stati tranciati o toccati, dalla colata che è partita dal monte a seguito di tre intensi temporali, ravvicinati, che si sono abbattuti in zona.

I semafori sono scattati sul rosso, sia quello sulla ciclabile che quello in via Marconi.

La sirena posta sul campanile della chiesa ha iniziato a suonare per avvertire i cittadini di Peaio del pericolo.

Sul posto immediatamente sì è recato il sindaco Domenico Belfi che stava monitorando la situazione dalle webcam e aveva visto la pioggia abbattersi sul torrente.

Con il figlio Marco e il suo amico Domenico si sono improvvisati movieri bloccando il transito delle auto sulla statale 51 di Alemagna.

«I detriti venivano giù a ondate», racconta Belfi, «e abbiamo chiuso momentaneamente la strada. Ho immediatamente aperto il Coc e sono arrivato gli agenti della polizia stradale di Valle che poi si sono occupati del traffico. Ho chiamato gli uomini della protezione civile Ana Cadore e sono arrivati i vigili del fuoco volontari di Borca-Vodo. Sul ponte della ciclabile è andato il consigliere Nicola De Lorenzo per essere sicuri che nessuno passasse nonostante il semaforo fosse rosso. Stabilizzata la situazione ho spento la sirena».

Con l’allarme si è mossa anche la Regione «A Peaio si è riempita la briglia a monte della statale e stiamo valutando la possibile evacuazione delle case a valle», aveva spiegato nel pomeriggio l’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Bottacin.

Un timore poi ridimensionatosi appena la situazione si è stabilizzata, tanto che nessuno è stato poi evacuato.

«Una signora originaria di Peaio ma che ci viene solo in estate», spiega il sindaco, «era nel suo appartamento. Ha autonomamente deciso di andare da amici e pertanto ha liberato la casa. Con il consigliere Massimiliano Gregori, che parla perfettamente il tedesco, abbiamo chiesto ad una famiglia di tedeschi qui in vacanza di chiudere gli scuri del finestre che danno verso il torrente. Una precauzione affinché i sassi che potrebbero schizzare non vadano a rompere i vetri. Loro dormono al primo piano sulla parte opposta al fiume. Le altre case sono sotto controllo».

Alle 19 pioveva ma la situazione era sotto controllo. Belfi attendeva da Venezia l’arrivo dei tecnici di Anas che si dovranno occupare della statale.

«Resto in contatto tramite il Coc con la Regione e tutti gli enti preposti», conclude il sindaco, «e ho attivato un monitoraggio a vista della frana per tutta la notte. Tutti sono operativi e disponibili e li ringrazio. Per ora, per fortuna, non è successo niente. Hanno retto le barriere e ha funzionato il sistema di allarme, opere di tutela importantissime, realizzate dalla Regione».

Per tutta la notte sono stati lasciati rossi i semafori sulla ciclabile e la zona è rimasta illuminata dai fari. —

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