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Belluno, la “Casa delle arti” sta prendendo forma. «I nuovi talenti cresceranno con noi»

Mangheras (Tib Teatro) illustra gli interventi: «Sarà un centro permanente di produzione e promozione della cultura»

BELLUNO.

La “Casa delle arti” prende forma nell’ex caserma Piave. Proseguono i lavori portati avanti dai vertici di Tib Teatro nelle due strutture assegnate loro dal Comune di Belluno: l’hangar 10 e l’edificio 5, la struttura principale dell’ex area militare.


«Il Comune di Belluno», spiega Labros Mangheras, presidente di Tib Teatro, «ha avuto una bellissima idea, quando ha deciso di riqualificare l’area dell’ex caserma senza spendere un euro. Come? Assegnando le varie strutture presenti al suo interno alle associazioni del territorio e decurtando dagli affitti le spese sostenute dagli stessi sodalizi per sistermarle. Noi abbiamo colto al volo questa opportunità, per dare vita al nostro sogno, ovvero realizzare un centro permanente di produzione e promozione delle arti: dal teatro alla danza, dalla musica alle arti moderne, dalla pittura alla scultura».

La “Casa delle arti” vuole essere uno spazio in grado di far crescere le diverse vocazioni artistiche territoriali, un luogo di incontro e di dialogo intergenerazionale, di studio e di progettazione per e con i giovani: «Sarà un luogo di trasmissione dei saperi», spiega Mangheras, «dove noi del Tib potremo mettere la nostra trentennale esperienza nella produzione teatrale al servizio delle nuove generazioni».



La “Casa delle arti”, infatti, vuole essere un luogo destinato alla produzione, un luogo di lavoro dove gli artisti bellunesi possano finalmente esprimere le loro potenzialità: «Qui», sottolinea il presidente di Tib Teatro, «troveranno un palcoscenico attrezzato, luci, scenografie e quanto alto serve per la produzione teatrale, musicale e artistica in generale. Basterà portare una buona idea, un prodotto valido e capace di camminare con le proprie gambe, per essere accolti nella nostra “casa”».

Come detto, sono due le strutture a disposizione del Tib Teatro: l’edificio 5 (la Casa delle arti) e l’hangar 10 (l’Officina delle arti). «L’edificio 5», prosegue la spiegazione di Mangheras, «è la struttura principale e ospita vari spazi. Al momento stiamo lavorando sulla sala principale, che misura 460 metri quadrati e che sarà il vero e proprio fulcro della produzione di spettacoli di danza, musica e teatro. Dopo aver sistemato la pavimentazione, con tanto di riscaldamento, punteremo la nostra attenzione sul palco, che sarà simile, per dimensioni e impostazione, a quello del Comunale. Collegate alla sala principale, ci sono due sale più piccole dedicate all’infanzia, che hanno già ospitato la scuola di teatro per bambini e giovani, laboratori e altri corsi. Infine, uno spazio di socialità per artisti e per la comunità, con angolo lettura, mediateca e spazio ristoro. L’hangar 10, invece, sarà una vera officina artistica, con spazi per il magazzino e laboratori per la realizzazione delle scenografie, per esperimenti illuminotecnici e per prove musicali».

Questa è la “Casa delle arti”, che Mangheras conta di inaugurare la prossima estate: «Ci sono tanti lavori ancora da fare, ma noi non ci fermiamo. Dopo aver ottenuto contributi da un bando regionale e dal bando “Luoghi e non luoghi”, siamo a caccia di altri finanziamenti. Per questo lancio l’appello a imprese o privati che hanno a cuore il futuro artistico della provincia: essendo noi un’associazione artistica riconosciuta dal ministero, tramite l’Art-bonus c’è la possibilità di erogare un contributo, recuperando il 65% di quanto versato come credito d’imposta. Si tratta di uno strumento valido per chi ha la possibilità e la voglia di aiutare chi lavora nel mondo della cultura». —


 

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