Soste tra rifugi e malghe l’accoglienza è travolgente

L’organizzazione del Dolomiti Trail non lascia nulla al caso e ogni gestore riserva sorprese. Si può anche assaggiare il formaggio degli ideatori di “adotta una mucca”

COMELICO SUPERIORE

Dietro il progetto Dolomiti Trail si celano tante storie. Sono quelle di rifugisti, malgari ed agricoltori che offrono supporto e sostegno ai fruitori del percorso a tappe. Il sorriso non manca mai, utile a creare da subito un clima di familiare amicizia. La stanchezza che piomba sulle gambe e nella testa al termine di una tappa si affievolisce presto davanti ad un buon piatto di canederli.


L’occasione è utile per conoscere da vicino la difficile vita di montagna, raccontata con orgoglio da chi ha scelto di restare. L’azienda agricola Bdé di Marco Martini offre a tutti i partecipanti del Dolomiti Trail mezza caciotta ed un salamino, quella di Lorenzo De Candido che si trova a Santo Stefano mette a disposizione un vasetto di miele. I tre prodotti compongono il back pack, un presente consegnato agli iscritti al Dolomiti Trail al momento della partenza.

Il rifugio De Doo situato sul monte Zovo è il quartier generale del tracciato. Il suo gestore, Manolo Ianese, è uno dei principali collaboratori degli organizzatori e quando serve, oltre a servire pasti ed offrire letti su cui riposare, aiuta anche a pulire e sistemare le biciclette.

Una tappa fissa del Dolomiti Trail, soprattutto per chi parte da Sappada, è rappresentata dalle sorgenti del Piave dove la famiglia Hofer gestisce l’omonimo rifugio con una particolarità quantomeno curiosa: la gestione passa da familiare in familiare ogni cinque anni con l’obiettivo di accontentare tutti. Sempre a Sappada, Silvia Zambon e Ivana Spoljar hanno il compito di accogliere i partecipanti del Dolomiti Trail all’Alpin Park, punto di partenza o di arrivo del percorso.

All’attività ricettiva e di ristorazione, negli ultimi tempi è stato affiancato un servizio di noleggio bike, soprattutto a pedalata assistita, che ha contribuito ad aumentare notevolmente le presenze. Situazione molto simile a Padola, altro punto di partenza o di arrivo dove la base operativa è concentrata al Dolomiti Rent di via Martini dove durante la stagione invernale è possibile noleggiare anche sci e snowboard.

Nel mezzo poi, c’è di tutto e di più: il giro delle malghe del Comelico è un’attrattiva nell’attrattiva: 8 malghe, di proprietà delle Regole, affidate periodicamente attraverso specifici bandi. Bestiame al pascolo ma anche occasione utile per offrire ospitalità ai viandanti. Alcune, delle otto, si presentano chiuse, “perché oggi la vita del malgaro presenta tante difficoltà e di giovani vogliosi di dedicarsi all’agricoltura ce ne sono sempre meno” racconta il veterano dei malgari presenti sul giro, Giuseppe Casanova Borca che con forza e tenacia ha trasformato malga Dignas in un punto di riferimento del territorio. Insieme alla moglie Daniela accoglie i turisti con le proprie specialità. Formaggio soprattutto, quello di Costalta prodotto dalle mucche dell’iniziativa “adotta una mucca” che da mesi spopola sul web. A malga Coltrondo, rilanciata di recente da Danilo Mina, ci sono gli Highlander ad attirare le attenzioni dei turisti mentre nel vicino rifugio Rinfreddo è travolgente l’accoglienza di Olga Sacco che da vent’anni gestisce la struttura di proprietà della Regola di Dosoledo: «C’è tanta gente sui sentieri, basta questo per essere felici». –

Gianluca De Rosa
 

Video del giorno

Pellegrini e Montano, campioni che smettono. Lo psicologo dello sport: "Persone, non solo atleti"

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi