Scuola, genitori bellunesi in ansia per il nuovo anno: «La quarantena sarebbe devastante»

Tanta preoccupazione tra mamme e papà che hanno accompagnato i figli agli istituti superiori

BELLUNO

Corsa all’acquisto delle mascherine e le ultime raccomandazioni ai figli: «Rispettate le regole del distanziamento e lavatevi spesso le mani». Genitori più ansiosi dei propri figli all’esterno degli istituti superiori del capoluogo. Sono soprattutto mamme e papà dei “debuttanti” ad aver deciso di accompagnare i figli a scuola attendendone l’entrata. Ma c’è anche chi non è preoccupato nemmeno dell’utilizzo dell’autobus e chi è ottimista del tutto o quasi per il futuro.


Iti Segato

Gabriele ha tre figli che frequentano rispettivamente elementari, medie e superiori. «Loro continueranno ad utilizzare le mascherine che saranno fornite dalla scuola, perché è giusto salvaguardare la salute del prossimo. Il futuro? Sono preoccupato, non posso nasconderlo. Sono convinto che prima o poi si tornerà alla didattica a distanza. E cosa succederà se ci saranno casi di positività? Se anche i familiari dovessero rimanere in quarantena, per me potrebbe essere un problema, perché sono un libero professionista».

«Abbiamo comperato un buon numero di mascherine», gli fa eco Michele, «e ai nostri figli ne consegniamo una nuova tutti i giorni, oltre a quella di scorta che tengono nello zainetto. La scuola ci ha imposto di misurare loro la temperatura prima di partire da casa e così faremo con un termometro di ultima generazione». Le raccomandazioni fatte ai ragazzi sono le solite: «Abbiamo detto loro di evitare di entrare in gruppi di persone sconosciute e a prestare la massima attenzione».

Anche Luca racconta i preparativi di questa prima giornata: «Inizialmente accompagnerò personalmente mio figlio, poi vedremo se vorrà utilizzare l’autobus. Credo che il servizio di trasporto pubblico possa essere fattibile, sempre se le regole verranno rispettate da tutti. Non possiamo nascondere un pizzico di ansia, visto che i problemi legati al contagio sono sempre in agguato. Seguiremo l’evolversi di questi primi giorni; ovvio che se ci saranno contagi, staremo a casa».

Antonia è una mamma che, anche lei, ha accompagnato il figlio in prima e racconta le sue speranze: «A mio figlio ho dato una serie di indicazioni in merito all’igiene e all’utilizzo della mascherina. Speriamo che l’anno continui senza interruzioni, eviterei la didattica a distanza».

al Renier

All’istituto Renier il signor Dario accompagna la figlia al liceo Scienze umane e non nasconde eventuali difficoltà: «Ho due figlie ed è innegabile che un po’ di paura ci sia. Purtroppo basta un semplice raffreddore e i ragazzi devono rimanere a casa. Questo sarebbe un problema perché, nel mio caso, non avendo nonni o di una baby sitter, uno dei due genitori dovrebbe rimanere a casa dal lavoro».

Al Calvi

All’istituto Calvi la signora Daniela è scesa da Zoldo per accompagnare le due figlie gemelle: «Nel mio caso sono le mie figlie a dare le regole a me, nel senso che sono rimaste scioccate dal lockdown e quindi controllano che rispetti le regole. Io, comunque, resto ottimista e spero che la scuola possa continuare in presenza, anche perché è giusto che i ragazzi stiano insieme». Anche papà Stefano, in attesa di assistere all’entrata della propria figlia si dice convinto che «le istituzioni stiano gestendo nel miglior modo possibile questo momento. In realtà qualche timore ce l’ho. Tutti sono rientrati dalle vacanze, tornando a ritmi normali, bisognerà vedere cosa succede con i contagi. Credo che per i ragazzi sia un ritorno alla normalità, anche se dopo sei mesi di semi-isolamento bisognerà riprendere l’abitudine di stare con gli altri». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Pellegrini e Montano, campioni che smettono. Lo psicologo dello sport: "Persone, non solo atleti"

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi