Il Parco prende casa a Longarone: tra un anno caserma e infopoint

Sopralluogo del ministro Costa nell’edificio che ospiterà i carabinieri forestali dell’area protetta e una nuova sede aperta al pubblico

LONGARONE

Una nuova vita per un edificio dismesso che diventerà la porta del Parco nel longaronese. L’annuncio dell’accordo raggiunto risale a qualche settimana fa e ieri a Longarone è arrivato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha potuto constatare di persona la portata strategica del progetto. Al termine della ristrutturazione, che dovrebbe realizzarsi nel giro di un anno, il grande edificio che si trova accanto alla caserma dei carabinieri di Longarone assumerà una duplice destinazione: da un lato sarà la nuova caserma dei carabinieri forestali del Parco, dall’altro diventerà un infopoint e di fatto un’ulteriore sede dell’area protetta.


Grande la soddisfazione del presidente dell’ente Parco Ennio Vigne e del sindaco di Longarone Roberto Padrin, che coltivava da tempo questo progetto e che ha trovato in Vigne e nel Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, gli alleati giusti. Nel complesso l’operazione costerà meno di un milione, con il sostegno dei fondi del Parco e del Ministero e, per il via alla progettazione, mancano solo pochi passaggi burocratici. L’accordo consentirà il trasloco in un edificio funzionale e moderno dei carabinieri forestali del Parco, che ora hanno sede a Termine di Cadore fuori dai confini dell’area protetta e con notevoli difficoltà logistiche. «Nella stessa area avremo la caserma dei carabinieri, la caserma dei carabinieri forestali del Parco e quella dei vigili del fuoco volontari», sottolinea Padrin, evidenziando i risvolti strategici dell’operazione.

Il Ministro Costa, però, ha voluto incontrare la Comunità del Parco per spiegare gli altri progetti che il Ministero dell’Ambiente sta portando avanti.

olimpiadi green

Cortina e Milano hanno ottenuto l’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2026 anche grazie ad un piano che pone il rispetto dell’ambiente al primo posto, ma agli ambientalisti non sono sfuggite le operazioni di sbancamento in atto per gli impianti di risalite e le piste da sci. Ieri il Ministro Costa ha colto l’occasione per ricordare lo spirito originario del progetto olimpico: «Si tratta di un evento importantissimo, che pone il Paese Italia in una prospettiva mondiale. Le esigenze di sviluppo economico sono comprensibili, ma vanno mitigate con progetti che devono essere eco compatibili e di buonsenso. I controlli ci saranno, perché dobbiamo essere certi che ci sia un bilanciamento tra tutte le esigenze. Il Ministro dello sport ha già avviato un tavolo in questo senso».

Da parte sua l’ente Parco si offre come interlocutore: «Visto che le Olimpiadi 2026 si propongono come primo grande evento sportivo green, chi meglio del Parco può dare una mano, ponendosi anche come tramite con il ministero?», sottolinea il presidente Vigne.

Dopo tanti anni di risorse risicate, da un paio d’anni è arrivata la svolta anche per i Parchi nazionali e quest’anno il Ministero ha messo a disposizione 100 milioni (che in futuro cresceranno) per investimenti nei Parchi: «Biodiversità e sviluppo economico possono andare a braccetto», afferma Costa, che ricorda anche la Legge Clima: «La norma individua le Zea (zone economiche ambientali) che corrispondono ai perimetri dei Parchi e chi vuole fare impresa green in queste zone troverà il sostegno dello Stato. Le attività produttive come ecoturismo, artigianato e produzioni bio, saranno ecocertificate e diventeranno parte del sistema. È la prima norma del genere e l’Europa intende copiarcela, perché va oltre la visione salottiera dei parchi dove non si può toccare nulla e sostiene questi territori, soprattutto montani, contro lo spopolamento. Oggi un Parco non può vivere senza l’uomo, ma l’uomo deve smetterla di pensare che l’ambiente si può distruggere». Il Ministero è anche in contatto con il mondo bancario per aperture di credito a condizioni vantaggiose e tutelanti per chi fa impresa green, ma la Legge Clima rimane aperta ad aggiustamenti che potranno entrare nei decreti attuativi. E Costa si rivolge di nuovo ai sindaci: «Mi serve la concretezza di voi sindaci, perché se una norma non funziona si cambia, quindi aiutatemi».

Costa è il ministro che ha firmato il via libera al fondo da un miliardo di euro per la ricostruzione del territorio dopo la tempesta Vaia. A ricordarlo ieri è stato il ministro D’Incà, insieme agli altri fondi in arrivo nel bellunese per Mondiali e Olimpiadi, ma c’è già chi ipotizza che per Vaia servano ulteriori stanziamenti. —


 

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